Le origini...

E' nato prima l'uovo o la gallina? Quando l'origine di una cosa si perde nella notte dei tempi diventa difficile indagarne il come e il perchè.....proviamoci ugualmente!

Ho una mia teoria sulla nascita della ceramica, la materia prima che ci permette di esercitare il nostro hobby: essa deve probabilmente lasua involontaria scoperta, circa ottomila anni fa, ad un'oscura massaia preistorica che, forse per evitare la bruciacchiatura di tutti suoi arrosti, provò ad interporre tra essi ed il fuoco una rudimentale "pentola" ottenuta plasmando con le mani la terra umida rinvenuta sulle sponde di un fiume; dopo la cottura quell'oggetto s'induriva e diventava comodo per contenere e trasportare i cibi..........mica male, come invenzione, per un essere primitivo che non aveva ancora nessuno spot pubblicitario al quale ispirarsi!

D'accordo, questa è solo una supposizione ma è abbastanza verosimile: esistono infatti reperti archeologici risalenti al periodo neolitico che comprovano l'utilizzo di stoviglie in terracotta: l'evolversi di quei primitivi oggetti verso forme più leggere ed aggraziate ha accompagnato il progredire dell'uomo verso civiltà sempre più avanzate.

Volendo ripercorrere il cammino della ceramica attraverso i secoli dovremmo quindi riscrivere la storia dell'umanità, dalle origini ai giorni nostri! Ma poichè il nostro interesse è rivolto essenzialmente alla decorazione attuale del supporto ceramico, accontentiamoci di conoscere gli eventi che l'hanno in qualche misura precorsa ed influenzata!

© Rossana Radaelli-22.07.05

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Diversi per forma...


Qual'è la caratteristica dei pennelli che appare più evidente e che permette anche ai meno esperti di distinguerli fra loro?

E' la forma della testa, naturalmente, perchè è il connotato che più colpisce quando si esamina un pennello: anche se non si saprebbe dire di che tipo di pelo è costituito o di che materiale è fatta la ghiera, si è in grado di distinguere il pennello piatto da quello tondo o da quello a ventaglio.
Ciò che non sempre si può conoscere è invece l'applicazione pratica di ciascuna forma nell'ambito della pittura ed è appunto lo scopo di questo articolo illustrarvelo.
Vediamo allora di esaminare insieme le caratteristiche delle più comuni forme di pennello che si usano nella decorazione ceramica.


Pennello tondo a punta fine
Pennello molto versatile, impiegato soprattutto nelle tecniche tradizionali dove si sceglie in pelo di martora per la pittura vera e propria e in materiale sintetico per la stesura del delacco o dei lustri metallici. Le misure più usate sono quelle intermedia, dal 2 al 6
Pennello tondo a punta bombata
E' il pennello utilizzato per "tirare" e sfumare il colore nelle tecniche tradizionali. Può essere un comune pennello in pelo di bue, nella misura 12 e oltre, oppure il cosiddetto bombasino, un pennello molto gonfio in pelo di capra, prodotto espressamente per la decorazione ceramica
Pennello piatto corto
E' il pennello d'elezione nelle tecniche impressioniste e square shaders, dove si predilige il pelo di vaio perché molto fine ed elastico
Pennello piatto lungo
Può essere utilizzato sia nelle tecniche tradizionali che in quelle moderne per la stesura dei fondi perché permette di riempire più velocemente l'area da colorare
Pennello scroller
Chiamato anche liner, è un pennello dalle setole allungate e appuntite, generalmente in pelo sintetico che viene usato per rifinire i dettagli nelle tecniche impressioniste. Nelle tecniche tradizionali non è indispensabile perché il pennello tondo a punta fine lo può sostituire
Pennello filettatore
Come chiarisce il nome è un pennello usato per filettare, ovvero realizzare linee decorative continue sul bordo di un piatto o sulla circonferenza di un vaso. E' realizzato con setole lunghissime per permettere di ottenere un tratto molto esteso evitando gli stacchi per la ricarica del colore
Pennello stippler o a zoccolo
E' di produzione recente ed è chiamato così perché la sua forma ricorda quella di uno zoccolo di cavallo, viene utilizzato per tamponare il colore e per ottenere effetti di tramatura rustica
Pennello a ventaglio
Formato da uno strato abbastanza sottile di setole disposte a ventaglio è impiegato prevalentemente da chi si diletta a dipingere paesaggi perché permette di riprodurre effetti di fogliame molto realistici





© Rossana Radaelli-06.11.11

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Dipingere senza stress

Qualche consiglio per evitare l'affaticamento e fare in modo che la decorazione della porcellana resti sempre un momento di piacevole svago

Occhi che bruciano, crampi alle mani, l'ansia di non riuscire a finire il decoro nel poco tempo che ci concede la nostra vita piena d'impegni...non lasciamo che lo stress ci rovini il piacere di dipingere!
Bastano un minimo d'organizzazione e pochi accorgimenti pratici per prevenire questi incovenienti...


Che l'illuminazione dell'ambiente di lavoro sia importante per non stancare la vista è una cosa da tutti risaputa però non sempre si si è consapevoli del fatto che la porcellana è un materiale riflettente e che quindi se la fonte luminosa è diretta o troppo intensa potrebbe avere un effetto cotroproducente.
Meglio ricorrere, quando possibile, alla luce diffusa oppure....cambiare posizione! ;-)


Importante è anche la postura di chi dipinge: inutile dilungarsi sull'opportunità di sedere il quanto più possibile eretti e vicino al piano d'appoggio perchè sono cose ben note, soffermiamoci piuttosto sul modo di impugnare l'oggetto da decorare, che è naturalmente in funzione della sua forma, e su come si possa ovviare alle situazioni difficili ricorrendo ad un supporto o ad una torniella (vi rimando ai rispettivi interventi per l'approfondimento)


Alla cronica mancanza di tempo che affligge molti di noi purtroppo non c'è rimedio.....l'unica cosa che possiamo fare per contrastarla è quella di sfruttare al massimo il poco tempo che abbiamo a disposizione! Facciamo in modo da avere sempre riuniti insieme in un unico posto i nostri utensili di lavoro così da non dover perdere minuti preziosi per cercarli ogni volta che dobbiamo iniziare un decoro.


E se dobbiamo interrompere l'opera per riprenderla in tempi successivi, piuttosto che riporre tutto è più conveniente coprire il piano di lavoro con un telo di plastica oppure organizzare l'occorrente per dipingere in scatole-vassoio sovrapponibili che basterà disporre sul tavolo al momento del bisogno.


© Rossana Radaelli-13.07.06

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Una matita speciale

Matita vetrografica

Appartiene alla categoria degli strumenti di scrittura e disegno e, benchè ricopra un'umile mansione di supporto, non bisogna tuttavia sottovalutarla...

Anche se ha l'aspetto di una comune matita, grazie alla sua particolare composizione di pigmenti e leganti oleosi, la matita vetrografica o litografica permette di scrivere su superfici "difficili" come quelle di vetro, ceramica, metallo e plastica, sulle quali le consuete matite di grafite non riescono ad aderire.


Non aspettatevi però la stessa resa che si avrebbe su un foglio di carta! Se siete abituati a disegnare a mano libera vi conviene perciò preparare prima il disegno sulla carta e solo in seguito trasferirlo sulla porcellana, come già spiegato negli altri interventi che trovate più sotto nei links correlati.


Facile da reperire (la trovate in colorificio e in cartoleria) e di costo contenuto, questo piccolo strumento si rivela molto utile, oltre che per il disegno vero e proprio, in tutte le occasioni in cui sia necessario scrivere in maniera non permanente sulla porcellana: per uno schizzo preparatorio nelle tecniche impressioniste, ad esempio, oppure per la delimitazione e la suddivisione in aree del decoro.


La matita vetrografica:

Matita vetrografica


© Rossana Radaelli-01.04.06

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God save my brushes!

...beh, non esageriamo: inutile chiedere l'aiuto divino, dobbiamo pensarci da soli a proteggere i nostri pennelli dai pericoli che li minacciano

Un pennello conservato bene ci permette di dipingere al meglio, non ci sono dubbi! Unico svantaggio: non possiamo dare la colpa a lui della cattiva riuscita dei nostri decori.....:-)

Dando per scontato che al termine del lavoro ogni pennello va accuratamente pulito per eliminare qualsiasi traccia di colore, restano da considerare i due pericoli che più comunemente possono comprometterne la salute: la polvere e le deformazioni.


Che un pennello con il pelo scompaginato e piegato in varie direzioni non sia uno strumento di pittura ideale è abbastanza intuitivo, tant'è vero che è prassi consolidata tenere i pennelli infilati per il manico dentro bicchieri o barattoli, in modo che le setole non si rovinino.
Questa posizione però fa sì che il pelo divenga il ricettacolo ottimale della polvere che, in misura maggiore o minore, è presente in tutti gli ambienti domestici.


Alcune aziende produttrici di accessori per belle arti propongono delle scatole portapennelli o degli astucci in stoffa impermeabilizzata che si chiudono arrotolandoli su sè stessi. Personalmente non credo che siano una soluzione ideale perchè facilitano le deformazioni accidentali, anche se possono essere utili per il trasporto occasionale dei pennelli.


Il metodo che ho escogitato io è spartano ed economico ma efficace: ho tagliato via il fondo da una bottiglia da acqua minerale di plastica e l'ho usata come una "campana di protezione" sopra il bicchiere nel quale tengo i pennelli.....funziona, ve l'assicuro!
Tiene lontana la polvere ed essendo trasparente vi consente di controllare che le punte dei pennelli stiano belle dritte.

© Rossana Radaelli-31.07.05

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Figlia d'arte


Iniziata alla pittura su porcellana dalla madre, famosa artista del Nebraska, Rosemary Thomas ne ha portato avanti l'opera adattandola alle esigenze di una produzione commerciale

Accade tutti i giorni e in tutti i campi che i figli si ritrovino a dover proseguire in un'attività lavorativa iniziata dai genitori e ciò è tanto più vero in campo artistico, dove, essendo arduo il cammino per conquistarsi un posto nella cerchia dei pochi talentuosi -o presunti tali- apprezzati e riconosciuti da critica e pubblico, non ci si rassegna facilmente alla perdita di un privilegio tanto faticosamente ottenuto.

Capita così di assistere spesso alle deludenti performances di eredi poco dotati che, vivendo di gloria riflessa, gettano discredito su tutta la categoria dei figli d'arte...e si finisce con domandarsi sconcertati se le leggi di Mendel sull'ereditarietà non abbiano per caso in ambito artistico la propria eccezione!

Per fortuna nel settore della pittura su porcellana le cose non vanno così: come più volte ho avuto occasione di ricordarvi la nostra è un'attività più artigianale che artistica...se proprio volessimo sottilizzare potremmo definirla artigianato artistico, ciò significa che nel nostro campo il talento aiuta ma non è richiesto, sono invece fondamentali voglia di apprendere, costanza, dedizione e...tanto, tantissimo esercizio. E provate ad immaginare quanto esercizio possa aver fatto chi ha iniziato giovanissima a dipingere sotto la guida della propria madre!

Ecco perchè Rosemary Thomas non ci delude: le sue porcellane sono dipinte con la maestria di chi si applica da tanti anni alla decorazione, il tratto del pennello è pulito e deciso, i colori sono brillanti e sapientemente dosati, gli sfondi mettono in evidenza il disegno del pezzo senza appesantirlo.

Rosemary, per sua stessa ammissione, riconosce nella madre la vera artista perchè dipingeva tutto ciò che voleva quando voleva e come voleva. Lei invece si è specializzata nei lavori su commissione decorando ciò che le chiede la clientela, personalizzando e rendendo unico o, come si dice oggi, OOAK (one-of-a-kind) qualsiasi oggetto: dalle t-shirt ai mobili, dai gioielli ai servizi da tavola.

Fate un giro sul suo sito e godetevi la galleria delle porcellane: sono tutti articoli dal gusto classico, realizzati attraverso cotture multiple che permettono un maggiore controllo del risultato. Tra essi non vedremo niente di originale nè tantomeno di stravagante ma se siamo alla ricerca di suggerimenti per la composizione del decoro e la sua ambientazione sul pezzo, qui troveremo sicuramente esempi da manuale.
Buona visita!



APPROFONDIMENTI

Il sito di Rosemary Thomas


© Rossana Radaelli-15.04.12

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Porcellana alla moda


Ecco cosa può accadere quando uno scultore in cerca d'ispirazione si lascia conquistare dalla produzione artigianale classica del proprio paese...

Li Xiaofeng è un artista di Pechino che è riuscito a creare opere veramente originali pur utilizzando manufatti tradizionali per i quali la Cina è notoriamente famosa da secoli.
Infatti, recuperando frammenti di porcellane Ming, Qing e Tang, troppo deteriorati ed isolati per avere valore antiquariale, lo scultore ha realizzato delle sorprendenti sculture da indossare!
Osservate ad esempio questo abito:



E che ve ne pare di questa giacca?



Sì, avete capito bene ciò che ho detto, questi abiti si possono davvero indossare...anche se il loro notevole peso ha costretto la modella, che ne ha presentato un campione in una recente galleria d'arte, a frequenti pause per riposare le spalle indolenzite! :-)

La città di Pechino, grazie al fiorire dell'economia cinese, ha subito negli ultimi anni una notevole implementazione urbanistica così che dai sempre più frequenti scavi edilizi è posibile recuperare una grande quantità di resti di porcellane antiche. Essi non hanno valore archeologico perchè troppo frammentari ma Li Xiaofeng ha trovato il modo di dar loro nuova vita attraverso le sue sculture: il suo studio trabocca di sacchi dove sono raccolti questi cocci di porcellana, suddivisi per colore, forma e dimensione.

L'artista (o dovremmo chiamarlo sarto?!) disegna prima su carta lo schizzo dell'abito che ha in mente, poi realizza il modello in pelle dell'indumento e quindi passa alla costruzione vera e propria della scultura: sceglie tutti i frammenti adatti, li ripulisce e li lucida, produce sul loro contorno dei piccoli fori con il trapano, quindi li assembla sul modello legandoli l'uno all'altro con "cuciture" in filo metallico:



Non c'è che dire, il risultato è davvero spettacolare...e pensare che fino ad ora, parlando di porcellane da indossare, non riuscivamo ad immaginare altro che qualche spilla o un paio di orecchini!




APPROFONDIMENTI

Cocci alla moda


© Rossana Radaelli-04.03.12

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Voglia di colore


Un libro che suggerisce molteplici decorazioni realizzate unicamente con l'abbinamento di colori diversi

Piacerà senza dubbio ai neofiti questo A Glaze of Color: Creating Color and Design On Ceramics che illustra una raccolta di opere su ceramica di Jane Davies perchè non è richiesta nessuna abilità nel disegno o nella pittura per ottenere i gradevoli decori che l'autrice ci propone.
Questo però non v'induca a pensare che il libro sia dedicato ai principianti, tutt'altro: in esso vengono descritti con dovizia di dettagli tutti i passaggi necessari per la realizzazione della decorazione sottosmalto, un'attività che richiede competenze tecniche ed attrezzature che non sono alla portata di tutti, a cominciare dal forno, sogno proibito di chi dipinge per hobby, al quale è dedicato un intero capitolo dove sono presi in esame i vari tipi di forno e le tecniche di cottura.

Nonostante ciò questo volume si sfoglia volentieri anche se non si dispone di competenza in materia perchè l'impatto visivo degli oggetti rappresentati è notevole: Jane Davies ci riempie gli occhi di colori vivaci e abilmente accostati, per fare in modo che ciascuno di essi sia valorizzato al meglio, e ci fa venire voglia di prendere in mano il pennello per metterci subito all'opera e riprodurre anche sui nostri pezzi di ceramica o porcellana questi accattivanti effetti.

La tecnica sottosmalto ha il pregio di esaltare la brillantezza dei colori ma potremo ottenere buoni risultati anche dipingendo nel modo tradizionale sovracristallina, l'unico accorgimento da osservare sarà quello di evitare il contatto tra colori chimicamente incompatibili, come già più volte raccomandato sulle pagine di questa Guida.

Sul sito di Amazon, che vi segnalo negli Aprrofondimenti, potrete dare un'occhiata ad alcune pagine del libro, se poi deciderete di acquistarlo vi converrà farlo sul sito italiano della Libreria Universitaria, dove i prezzi sono in Euro e le spese di spedizione contenute.



APPROFONDIMENTI

Sul sito di Amazon


Sul sito della Libreria Universitaria


© Rossana Radaelli-29.01.12

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Cosa posso dipingere?

Qualche considerazione sulla scelta del modello...ovvero: come vincere l'ansia "da piatto bianco" e dipingere felici e contenti.....

Spesso chi si accosta alla pittura su porcellana ha alle spalle precedenti esperienze artistiche che gli hanno insegnato a tradurre con matite e pennelli le proprie emozioni interiori....ciò non toglie che, davanti all'inconsueta superficie della porcellana, dura e liscia, sulla quale la matita scivola lasciando solo una debole traccia, ci si possa sentire smarriti, privi d'idee, assaliti -parafrasando il detto riferito agli scrittori- dall'ansia da piatto bianco!

Che fare allora? Ma è semplice: copiare!

Stampe, manifesti, fumetti, carte da regalo, illustrazioni di libri, cataloghi di vasellame, decalcabili da ricamo, cartoline, quadri.....i soggetti riproducibili sulla porcellana sono infiniti purchè li si sappia interpretare con la tecnica giusta!

E' intuitivo che il protagonista di un cartone animato, che abbiamo ad esempio deciso di riprodurre sulla tazza da colazione di un bambino, si presterà meglio ad essere delineato a pennino e successivamente colorato, perchè ha contorni ben definiti e pochi colori di riempimento. Al contrario un paesaggio o un boquet di fiori, ricchi di variazioni di tonalità e sfumature, saranno resi al meglio con la tecnica impressionista o square shaders.

Non siete convinti di riuscire a tradurre un'immagine nata per altri scopi in un decoro su porcellana? Allora fate una visita ai siti degli artisti che vi ho presentato nell'apposita sezione di questa guida: lì troverete tante idee da copiare già correttamente ambientate sul pezzo giusto (difficilmente un decoratore esperto manda in cottura un'opera che non lo soddisfa....e tanto meno la espone al pubblico!)

E se vi preoccupa il fatto che copiare ponga notevoli limiti alla creatività individuale, consolatevi pensando che, grazie a questo "apprendistato", acquisirete l'esperienza necessaria per diventare del tutto autonomi!

© Rossana Radaelli-27.12.05

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