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Monogrammi: che passione!

Classici o moderni, spiritosi o formali, colorati o in oro zecchino.....perchè l'usanza di personalizzare la porcellana con le proprie iniziali non è mai passata di moda!

Un oggetto in porcellana si presta ad essere guarnito con un monogramma in molte occasioni: si pensi ai servizi di piatti "importanti", alle bomboniere per nozze, battesimi e comunioni, ai regali di rappresentanza o a quelli da fare ai propri cari.

Se è vero che il decoro manuale impreziosisce qualsiasi supporto, il monogramma lo rende davvero unico e personale! Vediamo insieme dove poter attingere ispirazione........


Uno sguardo al passato

Come un marchio di fabbrica

D'ispirazione Vittoriana

Intrecci nello stemma medievale

Moderni e raffinati

Una panoramica sui fonts calligrafici

Prendiamo spunto dalle stampe antiche

Anche i ricami ci vengono in aiuto!

Carrellata di stili

Sulle scatoline di Limoges

Un libro a tema: 80 pagine di iniziali!

Elaborati per le nozze

Un altro volume da sfogliare

Piastrelle per i bimbi

Alcune idee da copiare



© Rossana Radaelli-12.01.06

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Le ceramiche...con gli zoccoli


Bianche e blu, con disegni floreali: sono le maioliche di Delft, tipico prodotto di artigianato olandese

Delft è una cittadina a circa 60 km da Amsterdam dove si produce, con un procedimento praticamente invariato da 400 anni, una particolare ceramica caratterizzata da una smaltatura ricca di stagno e da un decoro monocromatico basato sui toni del blu.


Chiunque visiti l'Olanda difficilmente riesce a resistere alla tentazione di portarsi a casa, insieme a qualche forma di formaggio Gouda e a qualche paio di zoccoli di legno, i caratteristici souvenirs bianchi e blu!


Per chi non ha tempo o voglia di visitare il paese dei tulipani, ecco un elenco di siti dove si respira la stessa atmosfera che c'è nei laboratori dei maiolicari di Delft: ne possiamo approfittare per fare incetta di idee perchè questi motivi semplici e monotonali ben si prestano alle nostre sperimentazioni!


I più classici dei souvenirs


Il tempo...è prezioso!


Non solo bianco e blu!


La porcellana da indossare


Un'arma inoffensiva


Per la casa della bambola


I cuori dipinti a mano


Ritratto d'artista


Dove c'è il formaggio...


Per accontentare Cenerentola...


Persino la calamita!


E finalmente gli zoccoletti!



© Rossana Radaelli-01.11.06

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Deruta: città o manifattura?

Le maioliche di Deruta sono tanto famose che il nome della città viene spesso usato come se fosse un marchio di fabbrica!

Come avviene per altre località che hanno legato il loro nome alla storia dell'arte ceramica - si pensi a Capodimonte o a Meissen- anche Deruta è nota soprattutto per la produzione delle sue tradizionali maioliche, come se la città umbra, situata una ventina di chilometri a sud di Perugia, fosse una grande e unica fabbrica di vasellame!

D'altra parte è pur vero che, nonostante oggi l'industria tessile e la produzione agricola siano fondamentali per l'economia locale, vi fu un tempo, sul finire del tredicesimo secolo, in cui la città riuscì a pagare le tasse impostele dalla Signoria di Perugia offrendo maioliche invece che denaro, segno sicuro della considerazione nella quale erano tenuti i suoi ceramisti!

Considerazione che crebbe con il passare del tempo sino a raggiungere l'apice nel sedicesimo secolo, in piena sintonia con l'impulso offerto dal Rinascimento a tutte le discipline artistiche.

Tipici di quel periodo furono i decori raffaelleschi, così chiamati perchè sembra si siano ispirati ai grotteschi che Raffaello dipinse in una Loggia del Vaticano: si trattava di composizioni fantastiche nelle quali le fattezze umane si mescolavano e si ricomponevano insieme a quelle di piante ed animali.

Ancor oggi questi e gli altri disegni tradizionali, il galletto, l'arabesco, gli intrecci e le ghirlande rappresentano la produzione prevalente dei laboratori ceramici locali, per la gioia dei turisti e degli estimatori del made in Italy

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Se avete in programma un viaggio che vi porti a passare per l'Umbria non fatevi mancare una visita a Deruta...e intanto lustratevi gli occhi con le vetrine virtuali dei ceramisti che trovate negli Approfondimenti! ;-)


APPROFONDIMENTI

G&P ceramiche artistiche

Ceramiche Sberna

Maioliche Fidia

Fabbrica maioliche artistiche Torretti

Ceramiche artistiche Galletti


© Rossana Radaelli-22.07.06

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Ceramiche per Natale

Gli oggetti in ceramica decorati con soggetti natalizi rappresentano regali molto apprezzati in tutti i paesi del mondo.....avete già preparato i vostri?

Manca meno di un mese a Natale, è tempo di mettersi all'opera per premiare con qualcosa di davvero speciale, un oggetto dipinto a mano, le persone che ci sono più care. Se siete a corto d'idee venite con me a fare un giro su Internet, per vedere cosa offre la rete in questo settore: eccovi una carrellata di piatti, caraffe, vasi e altri oggetti, tutti in tema festivo , da copiare o da comprare, da collezionare o anche soltanto da ammirare:

Bianchi da dipingere

Stelle di Natale ed agrifoglio

Semplicità nella tradizione Americana

Una rosa nel vischio

Gli omini in pan di zenzero

Colori caldi per le feste

I folletti che vengono dal freddo

Stile country painting

Royal Copenhagen: i più famosi

Non può mancare Babbo Natale!

Ricordi del passato

Stile sobrio dal Giappone

La collezione Wedgwood Jasperware

Freschezza naif

Fiocchi di neve sulle stoviglie


© Rossana Radaelli-13.12.05

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Azulejos, fascino moresco

Un fenomeno d'importazione che ha avuto inizio nel XV° secolo e si è radicato nella tradizione locale sino a diventare il segno distintivo di un intero paese

Gli azulejos, piastrelle quadrate di ceramica dipinta, sono giunte in Portogallo al seguito delle invasioni dei Mori: il loro nome deriva dall'arabo al zuleique che significa "pietra levigata".
Erano costituite da argilla plasmata a mano e lasciata seccare al sole, che veniva in seguito decorata e smaltata, attraverso un procedimento molto lungo che comportava due cotture ad alta temperatura.


Il loro aspetto più tipico è quello della mattonella policroma, anche se l'influenza più tardiva delle ceramiche olandesi ha originato una vasta produzione collaterale in bianco e blu.
Sembra che la dimensione standar di 14 cm per lato non sia fortuita ma dettata da considerazioni di natura scaramantica: per formare un metro quadro occorrono infatti 7 file di 7 piastrelle e il numero sette è da sempre considerato "magico" dalla supersitizione popolare!


In origine gli azulejos erano dipinti con motivi geometrici ed accostati, su pavimenti e pareti domestici, in modo da formare disegni elaborati che simulavano la presenza di tappeti o tappezzerie; successivamente si diffusero anche all'esterno delle abitazioni e furono impiegati per rivestire le facciate di edifici e chiese componendo raffigurazioni complesse di carattere mitologico, bucolico e religioso.


Lisbona, la capitale, è l'esempio più noto di questo stile di decorazione del quale comunque si trovano testimonianze nell'intero paese. Tutto ciò che si prestava, infatti, è stato rivestito con le piastrelle: case, chiese, terrazzi, conventi, edifici pubblici, stazioni, piscine...e il Portogallo è oggi come una grande mostra permanente a cielo aperto!


APPROFONDIMENTI

Il Museo Nazionale degli Azulejos

Galleria in bianco e blu

Ceramiche come poster


© Rossana Radaelli-04.07.06

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Le ceramiche del sole

Allegre, coloratissime, con una millenaria tradizione alle spalle: sono le ceramiche di Caltagirone che hanno nella raffigurazione del sole il loro emblema più tipico

Caltagirone, cittadina siciliana situata a circa 70 km da Catania, ha origini antichissime: i primi reperti di manufatti ceramici ritrovati in zona risalgono addirittura al periodo neolitico!
Nel corso dei secoli numerose popolazioni si sono avvicendate sul suo territorio: siculi, greci, cretesi, arabi, normanni, spagnoli...e ciascuna di esse ha contribuito a scrivere un capitolo della storia artistica e culturale della città.


Si deve ai cretesi, ad esempio, l'adozione del tornio, che diede un notevole contributo allo sviluppo della produzione ceramica locale: tale novità ebbe un tale peso da essere considerata un e vero e proprio dono degli dei, come testimonia un vaso a cratere ritrovato in una necropoli del V° secolo a.C. che mostra un artigiano intento a lavorare al tornio sotto la supervisione della dea Athena.


Fu però solo con la dominazione saracena che le ceramiche di Caltagirone acquisirono le caratteristiche che si sono trasmesse sino ai giorni nostri e che le hanno rese famose ed apprezzate in tutto il mondo: colori brillanti tra i quali predominano il giallo, il verde e il blu cobalto e decori fantasiosi, a motivi geometrici o con figure del mondo animale e vegetale, il tutto reso più prezioso e lucente dall'applicazione dell'invetriatura, innovazione portata qui prorpio dagli arabi e diffusasi solo in tempi successivi nel resto dell'isola e sul continente.


E di origine moresca è anche il nome della città, derivato dall'arabo Cal'at Ghiran che significa Rocca dei Vasi: un po' augurio, un po' riconoscimento, un po' profezia.....riuscite a pensare a qualcos'altro di più appropriato?!


APPROFONDIMENTI

Siad Ceramiche

Terra e colori di Caltagirone

Un negozio virtuale


© Rossana Radaelli-06.06.06

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Voglia di mare

Per sfuggire alla canicola della città cosa c'è di meglio di un'escursione sulla spiaggia? Purtroppo però non a tutti è concessa...

Il caldo imperversa ormai nelle nostre metropoli e i fortunati che se lo possono permettere hanno preso d'assalto le località balneari... E gli altri? Quelli che -come me, sigh!- sono costretti a rimanere in città, come faranno a soddisfare la loro voglia di mare?

Forse il viaggio che vi propongo nei prossimi link non è rinfrescante come un tuffo tra le onde ma l'atmosfera è quella giusta: troverete tanti oggetti in porcellana, alcuni utili altri soltanto divertenti, ma tutti in puro stile marinaro. Per equipaggiare la casa delle vacanze o per rendere più allegra la casa di città e...anche per respirare un po' d'aria di mare in attesa delle prossime ferie!

I vasi con i pesci

Le allegre piastrelle

Babbo Natale in vacanza!

Porcellana o conchiglia?

Per la pappa del micio!

Eleganza francese...

Conchiglie e stelle marine sul vassoio

Vele nel vento

Effetto tridimensionale

La dolce sirenetta

Un'idea per il "fai da te"


© Rossana Radaelli-02.07.06

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Dalla Scandinavia con...fulgore

Proprio nei paesi del Nord Europa, dove per buona parte dell'anno la luce scarseggia, è nata la tecnica decorativa più ricca d'effetti brillanti e vivaci. Che sia un fenomeno di compensazione?

La tecnica scandinava occupa un posto a parte nel panorama della decorazione su porcellana, sia per il suo stile tutto particolare che ha ben poco a che fare con la pittura tradizionale, sia per l'impiego di materiali alternativi che finiscono con l'essere i veri protagonisti del lavoro.

Soggetti astratti o stilizzati abbozzati con i lustri, ghirigori in oro lucido, rilievi tridimensionali guarniti con perline o fritte di vetro, superfici scabrose per l'abrasione della cristallina o per la sovrapposizione di sabbia e fondente: queste sono le caratteristiche che trasformano un comune oggetto di porcellana in un'opera di moderno design!

Solitamente la lavorazione richiede almeno due cotture:
-La prima cottura a temperatura più alta (800-900°) è necessaria per saldare il rilievo e i materiali che esso ingloba oppure per ottenere gli effetti di scavo.
-La seconda cottura, a temperatura inferiore (intorno ai 700°) serve invece a fissare l'oro, i colori e i lustri metallici.

Considerato l'abbondante impiego che viene fatto dell'oro ed il prezzo relativamente elevato dei lustri e delle murrine di vetro, è evidente che la tecnica scandinava è una lavorazione piuttosto costosa, fattore che, associato alla opulenza sfarzosa del manufatto, ne condiziona l'utilizzo tipico alla realizzazione di oggetti preziosi come monili, soprammobili e vasi di rappresentanza.

APPROFONDIMENTI

Gioielli scandinavi in terra canadese

Precisione svizzera, un modello da copiare

© Rossana Radaelli-24.09.05

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La porcellana di Capodimonte

Capodimonte

E' grazie alle manie di grandezza di un re che è stato scritto uno dei capitoli più gloriosi della storia della porcellana italiana

Quando nel 1738 Carlo III di Borbone, re di Napoli, sposò Maria Amalia di Sassonia, pronipote di quel Duca Agusto fondatore della Manifattura di Meissen, non erano ancora molte le corti europee che potevano vantare la presenza di una fabbrica di porcellana nei loro possedimenti: ce n'era una in Francia, un'altra a Vienna, due in Italia (a Venezia e a Doccia) ma buona parte degli oggetti in porcellana era ancora d'importazione cinese.
Ammirato di fronte al raffinato vasellame portato in dote dalla moglie e probabilmente ansioso di guadagnare maggior prestigio personale affrancandosi dall'influenza della dispotica madre, il giovane Carlo decise di fondare nella sua capitale una fabbrica di porcellana.

Certo l'impresa non fu delle più facili, soprattutto per la difficoltà a reperire la materia prima, il caolino, del quale le regioni italiane non erano fornite (la Manifattura di Doccia, nel Granducato di Toscana, lo importava dall'estero).

Si dice che Carlo mobilitasse tutti gli alchimisti del regno affinchè trovassero un'alternativa! Alla fine fu l'argilla proveniente da giacimenti calabresi, ricca di feldspati, quella che si rivelò la più adatta ad ottenere un impasto tenero, facile da modellare e di colore candido e luminoso dopo la cottura.

Era il 1743: prendeva il via la Real Fabbrica di Porcellana Capodimonte ed aveva inizio la leggenda.

© Rossana Radaelli-02.08.05

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Le scatoline di Limoges

Le rose di Sonie Ames

Per custodire messaggi segreti o il primo dentino del bebè...una moda nata nella seconda metà del '700 e divenuta un fenomeno da collezione

Limoges è una cittadina francese situata nel dipartimento della Haute-Vienne, circa 250 Km a sud di Parigi, nei pressi di importanti giacimenti di caolino, la materia prima per la fabbricazione della porcellana.

Deve la sua fortunata ascesa a Jacques Turgot, Ministro delle Finanze di Re Luigi XVI, che nel 1770 le concesse il privilegio di rifornire in esclusiva la Casa Reale di Francia.
Nella produzione della Manifacture Royale si possono annoverare servizi di piatti e vasellame di pregiata fattura che ebbero un notevole successo presso l'aristocrazia dell'epoca, sostituendo ben presto l'uso delle suppellettili in metallo prezioso che in precedenza erano un "must" dei pranzi di rappresentanza.

Nonostante ciò la porcellana di Limoges è maggiormente caratterizzata dalle celeberrime ètuis, le scatoline incernierate dalle più svariate forme e dimensioni, un vero sfoggio di fantasia e creatività nonchè una tentazione inesauribile per i collezionisti.

In origine servivano a custodire piccoli oggetti di valore affettivo: un messaggio dell'innamorato o il primo dente perso dal bimbo; potevano contenere strumenti da ricamo o gioielli, fungere da tabacchiere o portacipria.......insomma non erano altro che contenitori!
Chissà se anche i Tupperware che abbiamo in cucina avranno in futuro un tale successo?! Intanto trattiamoli bene, non si sa mai......



APPROFONDIMENTI

Una scatolina per ogni occasione

Riuscirete a guardarvele tutte?

Collezionisti: occhio al marchio!


© Rossana Radaelli-31.07.05

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