Ogni cosa al suo posto!

Per dipingere su porcellana non serve avere a disposizione un laboratorio: basta un angolino della propria casa purchè lo si sappia organizzare al meglio...

Siete fra i pochi fortunati che hanno a disposizione un ambiente appositamente attrezzato per i propri hobby, dove lo spazio abbonda ed ogni utensile trova la sua giusta collocazione? Allora potete evitare di perdere tempo leggendo questo articolo! ;-) Se invece fate parte della più folta schiera di coloro che sono costretti a ritagliarsi uno spazio all'interno delle minuscole abitazioni odierne, può darsi che troviate qui qualche utile consiglio...

E incominciamo parlando del piano di lavoro: un qualsiasi tavolo o una scrivania vanno bene per dipingere su porcellana ma, per non sporcarli irrimediabilmente, conviene che li copriate con una tovaglia in tela cerata. Se non ne avete una potete anche usare un sacco da spazzatura, tagliato su due lati per aprirlo completamente, fissandolo ai bordi con mollette da bucato.

Esistono in commercio molti contenitori adatti a raccogliere tutto il vostro corredo di decoratori: i carrelli porta-utensili mostrati qui sotto rappresentano sicuramente la soluzione ottimale ma...quanti di noi, a causa del costo e dell'ingombro, se li possono permettere?!

Carrelli portautensili

Meglio ripiegare allora sulle cassette per gli attrezzi che si trovano nei centri di bricolage o anche rispolverare un vecchio beauty case fuori moda: entrambi sono contenitori capienti e ben organizzati in scomparti, però......diciamolo chiaramente: anche se esteticamente meno apprezzabili, le comuni scatole da scarpe possono tranquillamente farne le veci!

Cassetta porta-attrezzi e beauty-case

Quando non si riesce a completare un lavoro in una sola seduta (evento molto probabile per chi si dedica alla decorazione nei ritagli di tempo) si avrebbe l'esigenza di lasciare a portata di mano tutto l'occorrente per evitare di sprecare minuti preziosi nel riporre e poi tirar fuori l'attrezzatura. In questi casi può essere molto comodo uno di quei contenitori in plastica con il manico, pratici ed economici, che usano molti artigiani e che sono comunque anch'essi rimpiazzabili, con qualcosa d'improvvisato, come ad esempio una cassetta della frutta, foderata sul fondo con uno foglio di plastica.

Vassoio e cesta frutta

© Rossana Radaelli-02.09.16

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Le origini...

E' nato prima l'uovo o la gallina? Quando l'origine di una cosa si perde nella notte dei tempi diventa difficile indagarne il come e il perchè.....proviamoci ugualmente!

Ho una mia teoria sulla nascita della ceramica, la materia prima che ci permette di esercitare il nostro hobby: essa deve probabilmente lasua involontaria scoperta, circa ottomila anni fa, ad un'oscura massaia preistorica che, forse per evitare la bruciacchiatura di tutti suoi arrosti, provò ad interporre tra essi ed il fuoco una rudimentale "pentola" ottenuta plasmando con le mani la terra umida rinvenuta sulle sponde di un fiume; dopo la cottura quell'oggetto s'induriva e diventava comodo per contenere e trasportare i cibi..........mica male, come invenzione, per un essere primitivo che non aveva ancora nessuno spot pubblicitario al quale ispirarsi!

D'accordo, questa è solo una supposizione ma è abbastanza verosimile: esistono infatti reperti archeologici risalenti al periodo neolitico che comprovano l'utilizzo di stoviglie in terracotta: l'evolversi di quei primitivi oggetti verso forme più leggere ed aggraziate ha accompagnato il progredire dell'uomo verso civiltà sempre più avanzate.

Volendo ripercorrere il cammino della ceramica attraverso i secoli dovremmo quindi riscrivere la storia dell'umanità, dalle origini ai giorni nostri! Ma poichè il nostro interesse è rivolto essenzialmente alla decorazione attuale del supporto ceramico, accontentiamoci di conoscere gli eventi che l'hanno in qualche misura precorsa ed influenzata!

© Rossana Radaelli-22.07.05

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Diversi per forma...


Qual'è la caratteristica dei pennelli che appare più evidente e che permette anche ai meno esperti di distinguerli fra loro?

E' la forma della testa, naturalmente, perchè è il connotato che più colpisce quando si esamina un pennello: anche se non si saprebbe dire di che tipo di pelo è costituito o di che materiale è fatta la ghiera, si è in grado di distinguere il pennello piatto da quello tondo o da quello a ventaglio.
Ciò che non sempre si può conoscere è invece l'applicazione pratica di ciascuna forma nell'ambito della pittura ed è appunto lo scopo di questo articolo illustrarvelo.
Vediamo allora di esaminare insieme le caratteristiche delle più comuni forme di pennello che si usano nella decorazione ceramica.


Pennello tondo a punta fine
Pennello molto versatile, impiegato soprattutto nelle tecniche tradizionali dove si sceglie in pelo di martora per la pittura vera e propria e in materiale sintetico per la stesura del delacco o dei lustri metallici. Le misure più usate sono quelle intermedia, dal 2 al 6
Pennello tondo a punta bombata
E' il pennello utilizzato per "tirare" e sfumare il colore nelle tecniche tradizionali. Può essere un comune pennello in pelo di bue, nella misura 12 e oltre, oppure il cosiddetto bombasino, un pennello molto gonfio in pelo di capra, prodotto espressamente per la decorazione ceramica
Pennello piatto corto
E' il pennello d'elezione nelle tecniche impressioniste e square shaders, dove si predilige il pelo di vaio perché molto fine ed elastico
Pennello piatto lungo
Può essere utilizzato sia nelle tecniche tradizionali che in quelle moderne per la stesura dei fondi perché permette di riempire più velocemente l'area da colorare
Pennello scroller
Chiamato anche liner, è un pennello dalle setole allungate e appuntite, generalmente in pelo sintetico che viene usato per rifinire i dettagli nelle tecniche impressioniste. Nelle tecniche tradizionali non è indispensabile perché il pennello tondo a punta fine lo può sostituire
Pennello filettatore
Come chiarisce il nome è un pennello usato per filettare, ovvero realizzare linee decorative continue sul bordo di un piatto o sulla circonferenza di un vaso. E' realizzato con setole lunghissime per permettere di ottenere un tratto molto esteso evitando gli stacchi per la ricarica del colore
Pennello stippler o a zoccolo
E' di produzione recente ed è chiamato così perché la sua forma ricorda quella di uno zoccolo di cavallo, viene utilizzato per tamponare il colore e per ottenere effetti di tramatura rustica
Pennello a ventaglio
Formato da uno strato abbastanza sottile di setole disposte a ventaglio è impiegato prevalentemente da chi si diletta a dipingere paesaggi perché permette di riprodurre effetti di fogliame molto realistici





© Rossana Radaelli-06.11.11

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Dipingere senza stress

Qualche consiglio per evitare l'affaticamento e fare in modo che la decorazione della porcellana resti sempre un momento di piacevole svago

Occhi che bruciano, crampi alle mani, l'ansia di non riuscire a finire il decoro nel poco tempo che ci concede la nostra vita piena d'impegni...non lasciamo che lo stress ci rovini il piacere di dipingere!
Bastano un minimo d'organizzazione e pochi accorgimenti pratici per prevenire questi incovenienti...


Che l'illuminazione dell'ambiente di lavoro sia importante per non stancare la vista è una cosa da tutti risaputa però non sempre si si è consapevoli del fatto che la porcellana è un materiale riflettente e che quindi se la fonte luminosa è diretta o troppo intensa potrebbe avere un effetto cotroproducente.
Meglio ricorrere, quando possibile, alla luce diffusa oppure....cambiare posizione! ;-)


Importante è anche la postura di chi dipinge: inutile dilungarsi sull'opportunità di sedere il quanto più possibile eretti e vicino al piano d'appoggio perchè sono cose ben note, soffermiamoci piuttosto sul modo di impugnare l'oggetto da decorare, che è naturalmente in funzione della sua forma, e su come si possa ovviare alle situazioni difficili ricorrendo ad un supporto o ad una torniella (vi rimando ai rispettivi interventi per l'approfondimento)


Alla cronica mancanza di tempo che affligge molti di noi purtroppo non c'è rimedio.....l'unica cosa che possiamo fare per contrastarla è quella di sfruttare al massimo il poco tempo che abbiamo a disposizione! Facciamo in modo da avere sempre riuniti insieme in un unico posto i nostri utensili di lavoro così da non dover perdere minuti preziosi per cercarli ogni volta che dobbiamo iniziare un decoro.


E se dobbiamo interrompere l'opera per riprenderla in tempi successivi, piuttosto che riporre tutto è più conveniente coprire il piano di lavoro con un telo di plastica oppure organizzare l'occorrente per dipingere in scatole-vassoio sovrapponibili che basterà disporre sul tavolo al momento del bisogno.


© Rossana Radaelli-13.07.06

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Una matita speciale

Matita vetrografica

Appartiene alla categoria degli strumenti di scrittura e disegno e, benchè ricopra un'umile mansione di supporto, non bisogna tuttavia sottovalutarla...

Anche se ha l'aspetto di una comune matita, grazie alla sua particolare composizione di pigmenti e leganti oleosi, la matita vetrografica o litografica permette di scrivere su superfici "difficili" come quelle di vetro, ceramica, metallo e plastica, sulle quali le consuete matite di grafite non riescono ad aderire.


Non aspettatevi però la stessa resa che si avrebbe su un foglio di carta! Se siete abituati a disegnare a mano libera vi conviene perciò preparare prima il disegno sulla carta e solo in seguito trasferirlo sulla porcellana, come già spiegato negli altri interventi che trovate più sotto nei links correlati.


Facile da reperire (la trovate in colorificio e in cartoleria) e di costo contenuto, questo piccolo strumento si rivela molto utile, oltre che per il disegno vero e proprio, in tutte le occasioni in cui sia necessario scrivere in maniera non permanente sulla porcellana: per uno schizzo preparatorio nelle tecniche impressioniste, ad esempio, oppure per la delimitazione e la suddivisione in aree del decoro.


La matita vetrografica:

Matita vetrografica


© Rossana Radaelli-01.04.06

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God save my brushes!

...beh, non esageriamo: inutile chiedere l'aiuto divino, dobbiamo pensarci da soli a proteggere i nostri pennelli dai pericoli che li minacciano

Un pennello conservato bene ci permette di dipingere al meglio, non ci sono dubbi! Unico svantaggio: non possiamo dare la colpa a lui della cattiva riuscita dei nostri decori.....:-)

Dando per scontato che al termine del lavoro ogni pennello va accuratamente pulito per eliminare qualsiasi traccia di colore, restano da considerare i due pericoli che più comunemente possono comprometterne la salute: la polvere e le deformazioni.


Che un pennello con il pelo scompaginato e piegato in varie direzioni non sia uno strumento di pittura ideale è abbastanza intuitivo, tant'è vero che è prassi consolidata tenere i pennelli infilati per il manico dentro bicchieri o barattoli, in modo che le setole non si rovinino.
Questa posizione però fa sì che il pelo divenga il ricettacolo ottimale della polvere che, in misura maggiore o minore, è presente in tutti gli ambienti domestici.


Alcune aziende produttrici di accessori per belle arti propongono delle scatole portapennelli o degli astucci in stoffa impermeabilizzata che si chiudono arrotolandoli su sè stessi. Personalmente non credo che siano una soluzione ideale perchè facilitano le deformazioni accidentali, anche se possono essere utili per il trasporto occasionale dei pennelli.


Il metodo che ho escogitato io è spartano ed economico ma efficace: ho tagliato via il fondo da una bottiglia da acqua minerale di plastica e l'ho usata come una "campana di protezione" sopra il bicchiere nel quale tengo i pennelli.....funziona, ve l'assicuro!
Tiene lontana la polvere ed essendo trasparente vi consente di controllare che le punte dei pennelli stiano belle dritte.

© Rossana Radaelli-31.07.05

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Figlia d'arte


Iniziata alla pittura su porcellana dalla madre, famosa artista del Nebraska, Rosemary Thomas ne ha portato avanti l'opera adattandola alle esigenze di una produzione commerciale

Accade tutti i giorni e in tutti i campi che i figli si ritrovino a dover proseguire in un'attività lavorativa iniziata dai genitori e ciò è tanto più vero in campo artistico, dove, essendo arduo il cammino per conquistarsi un posto nella cerchia dei pochi talentuosi -o presunti tali- apprezzati e riconosciuti da critica e pubblico, non ci si rassegna facilmente alla perdita di un privilegio tanto faticosamente ottenuto.

Capita così di assistere spesso alle deludenti performances di eredi poco dotati che, vivendo di gloria riflessa, gettano discredito su tutta la categoria dei figli d'arte...e si finisce con domandarsi sconcertati se le leggi di Mendel sull'ereditarietà non abbiano per caso in ambito artistico la propria eccezione!

Per fortuna nel settore della pittura su porcellana le cose non vanno così: come più volte ho avuto occasione di ricordarvi la nostra è un'attività più artigianale che artistica...se proprio volessimo sottilizzare potremmo definirla artigianato artistico, ciò significa che nel nostro campo il talento aiuta ma non è richiesto, sono invece fondamentali voglia di apprendere, costanza, dedizione e...tanto, tantissimo esercizio. E provate ad immaginare quanto esercizio possa aver fatto chi ha iniziato giovanissima a dipingere sotto la guida della propria madre!

Ecco perchè Rosemary Thomas non ci delude: le sue porcellane sono dipinte con la maestria di chi si applica da tanti anni alla decorazione, il tratto del pennello è pulito e deciso, i colori sono brillanti e sapientemente dosati, gli sfondi mettono in evidenza il disegno del pezzo senza appesantirlo.

Rosemary, per sua stessa ammissione, riconosce nella madre la vera artista perchè dipingeva tutto ciò che voleva quando voleva e come voleva. Lei invece si è specializzata nei lavori su commissione decorando ciò che le chiede la clientela, personalizzando e rendendo unico o, come si dice oggi, OOAK (one-of-a-kind) qualsiasi oggetto: dalle t-shirt ai mobili, dai gioielli ai servizi da tavola.

Fate un giro sul suo sito e godetevi la galleria delle porcellane: sono tutti articoli dal gusto classico, realizzati attraverso cotture multiple che permettono un maggiore controllo del risultato. Tra essi non vedremo niente di originale nè tantomeno di stravagante ma se siamo alla ricerca di suggerimenti per la composizione del decoro e la sua ambientazione sul pezzo, qui troveremo sicuramente esempi da manuale.
Buona visita!



APPROFONDIMENTI

Il sito di Rosemary Thomas


© Rossana Radaelli-15.04.12

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Porcellana alla moda


Ecco cosa può accadere quando uno scultore in cerca d'ispirazione si lascia conquistare dalla produzione artigianale classica del proprio paese...

Li Xiaofeng è un artista di Pechino che è riuscito a creare opere veramente originali pur utilizzando manufatti tradizionali per i quali la Cina è notoriamente famosa da secoli.
Infatti, recuperando frammenti di porcellane Ming, Qing e Tang, troppo deteriorati ed isolati per avere valore antiquariale, lo scultore ha realizzato delle sorprendenti sculture da indossare!
Osservate ad esempio questo abito:



E che ve ne pare di questa giacca?



Sì, avete capito bene ciò che ho detto, questi abiti si possono davvero indossare...anche se il loro notevole peso ha costretto la modella, che ne ha presentato un campione in una recente galleria d'arte, a frequenti pause per riposare le spalle indolenzite! :-)

La città di Pechino, grazie al fiorire dell'economia cinese, ha subito negli ultimi anni una notevole implementazione urbanistica così che dai sempre più frequenti scavi edilizi è posibile recuperare una grande quantità di resti di porcellane antiche. Essi non hanno valore archeologico perchè troppo frammentari ma Li Xiaofeng ha trovato il modo di dar loro nuova vita attraverso le sue sculture: il suo studio trabocca di sacchi dove sono raccolti questi cocci di porcellana, suddivisi per colore, forma e dimensione.

L'artista (o dovremmo chiamarlo sarto?!) disegna prima su carta lo schizzo dell'abito che ha in mente, poi realizza il modello in pelle dell'indumento e quindi passa alla costruzione vera e propria della scultura: sceglie tutti i frammenti adatti, li ripulisce e li lucida, produce sul loro contorno dei piccoli fori con il trapano, quindi li assembla sul modello legandoli l'uno all'altro con "cuciture" in filo metallico:



Non c'è che dire, il risultato è davvero spettacolare...e pensare che fino ad ora, parlando di porcellane da indossare, non riuscivamo ad immaginare altro che qualche spilla o un paio di orecchini!




APPROFONDIMENTI

Cocci alla moda


© Rossana Radaelli-04.03.12

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Voglia di colore


Un libro che suggerisce molteplici decorazioni realizzate unicamente con l'abbinamento di colori diversi

Piacerà senza dubbio ai neofiti questo A Glaze of Color: Creating Color and Design On Ceramics che illustra una raccolta di opere su ceramica di Jane Davies perchè non è richiesta nessuna abilità nel disegno o nella pittura per ottenere i gradevoli decori che l'autrice ci propone.
Questo però non v'induca a pensare che il libro sia dedicato ai principianti, tutt'altro: in esso vengono descritti con dovizia di dettagli tutti i passaggi necessari per la realizzazione della decorazione sottosmalto, un'attività che richiede competenze tecniche ed attrezzature che non sono alla portata di tutti, a cominciare dal forno, sogno proibito di chi dipinge per hobby, al quale è dedicato un intero capitolo dove sono presi in esame i vari tipi di forno e le tecniche di cottura.

Nonostante ciò questo volume si sfoglia volentieri anche se non si dispone di competenza in materia perchè l'impatto visivo degli oggetti rappresentati è notevole: Jane Davies ci riempie gli occhi di colori vivaci e abilmente accostati, per fare in modo che ciascuno di essi sia valorizzato al meglio, e ci fa venire voglia di prendere in mano il pennello per metterci subito all'opera e riprodurre anche sui nostri pezzi di ceramica o porcellana questi accattivanti effetti.

La tecnica sottosmalto ha il pregio di esaltare la brillantezza dei colori ma potremo ottenere buoni risultati anche dipingendo nel modo tradizionale sovracristallina, l'unico accorgimento da osservare sarà quello di evitare il contatto tra colori chimicamente incompatibili, come già più volte raccomandato sulle pagine di questa Guida.

Sul sito di Amazon, che vi segnalo negli Aprrofondimenti, potrete dare un'occhiata ad alcune pagine del libro, se poi deciderete di acquistarlo vi converrà farlo sul sito italiano della Libreria Universitaria, dove i prezzi sono in Euro e le spese di spedizione contenute.



APPROFONDIMENTI

Sul sito di Amazon


Sul sito della Libreria Universitaria


© Rossana Radaelli-29.01.12

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Cosa posso dipingere?

Qualche considerazione sulla scelta del modello...ovvero: come vincere l'ansia "da piatto bianco" e dipingere felici e contenti.....

Spesso chi si accosta alla pittura su porcellana ha alle spalle precedenti esperienze artistiche che gli hanno insegnato a tradurre con matite e pennelli le proprie emozioni interiori....ciò non toglie che, davanti all'inconsueta superficie della porcellana, dura e liscia, sulla quale la matita scivola lasciando solo una debole traccia, ci si possa sentire smarriti, privi d'idee, assaliti -parafrasando il detto riferito agli scrittori- dall'ansia da piatto bianco!

Che fare allora? Ma è semplice: copiare!

Stampe, manifesti, fumetti, carte da regalo, illustrazioni di libri, cataloghi di vasellame, decalcabili da ricamo, cartoline, quadri.....i soggetti riproducibili sulla porcellana sono infiniti purchè li si sappia interpretare con la tecnica giusta!

E' intuitivo che il protagonista di un cartone animato, che abbiamo ad esempio deciso di riprodurre sulla tazza da colazione di un bambino, si presterà meglio ad essere delineato a pennino e successivamente colorato, perchè ha contorni ben definiti e pochi colori di riempimento. Al contrario un paesaggio o un boquet di fiori, ricchi di variazioni di tonalità e sfumature, saranno resi al meglio con la tecnica impressionista o square shaders.

Non siete convinti di riuscire a tradurre un'immagine nata per altri scopi in un decoro su porcellana? Allora fate una visita ai siti degli artisti che vi ho presentato nell'apposita sezione di questa guida: lì troverete tante idee da copiare già correttamente ambientate sul pezzo giusto (difficilmente un decoratore esperto manda in cottura un'opera che non lo soddisfa....e tanto meno la espone al pubblico!)

E se vi preoccupa il fatto che copiare ponga notevoli limiti alla creatività individuale, consolatevi pensando che, grazie a questo "apprendistato", acquisirete l'esperienza necessaria per diventare del tutto autonomi!

© Rossana Radaelli-27.12.05

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All'ultimo minuto...


Ecco un'idea da copiare in fretta, semplice e veloce, per aggiungere il tocco natalizio agli ambienti domestici

Anche se in questo periodo dell'anno le decorazioni natalizie non mancheranno certo nelle nostre case, sarebbe bello aggiungervi anche qualcosa di originale e prezioso come lo può essere solo un oggetto dipinto a mano...
Che ne dite, ad esempio, di un portavaso per l'albero di Natale o per la poinsettia, la bellissima pianta conosciuta con il nome di stella di Natale, che in questi giorni rappresenta un classico e gradito dono per tutte le padrone di casa?

Però, visto che manca solo una settimana al Natale, occorre scegliere un progetto facile e veloce da concretizzare....vi propongo questo:



Per realizzarlo potremmo delaccare la sagoma dell'albero e colorare il fondo con tamponato, quindi rifinire con l'oro dopo la prima cottura.

Oppure, se volessimo limitare ad una le passate in forno, potremmo, una volta eliminato il delacco, lasciare in bianco la sagoma stilizzata dell'albero di Natale o ancora evitare il tamponato e dipingere a pennello il disegno...

Insomma le varianti possibili di questo semplice ma efficace decoro sono davvero tante e ci permetteranno di ottenere in breve tempo e con poco impegno un'oggetto unico e pregiato con il quale abbellire la nostra casa o da regalare alla mamma o ad un'amica insieme alla tradizionale poinsettia.

Se l'idea vi piace ma non avete il tempo o la voglia di metterla in pratica con le vostre mani, sappiate che il portavaso si può acquistare online, basta seguire il link facendo click sull'immagine. ;-)



© Rossana Radaelli-18.12.11

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Dipingere per professione


Mary Belle Cordell è un esempio di come si possa mettere a frutto una modesta attitudine artistica per inventarsi un lavoro ben remunerato

Mi capita spesso, girando in Internet, d'imbattermi nei siti di decoratori professionisti dove viene dato più risalto all'aspetto commerciale che artistico delle opere esposte.
Succede soprattutto per gli artisti americani, vuoi perchè sono più portati ideologicamente a monetizzare e capitalizzare il proprio lavoro, vuoi perchè la legislazione del loro paese favorisce la libera iniziativa.
Fatto sta che più di una volta vi ho segnalato i siti di decoratrici americane che si pongono più come donne d'affari che come artiste.

Non vi è nulla di male in ciò, lo sappiamo tutti che non si vive di sola arte e non possiamo che ammirare l'intraprendenza di chi ha saputo convogliare la propria passione verso un obiettivo concreto.
Semmai si resta alquanto perplessi quando ci si imbatte in siti come quello di Mary Belle Cordell, un ambiente sicuramente professionale dove le varie sezioni illustrano le opere realizzate ed i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni dall'autrice...

Se avessimo potuto esaminare i suoi dipinti su porcellana senza sapere chi li avesse eseguiti, probabilmente, a causa del tratto poco limpido, delle imprecisioni nelle proporzioni e della pennellata un po' sporca avremmo concluso che si trattava delle opere di un hobbista dotato ma ancora in fase di apprendimento...
Invece scopriamo che la Cordell ha un curriculum vitae di oltre un centinaio di righe, nel quale vengono meticolosamente elencati premi e riconoscimenti, partecipazioni a mostre e concorsi, associazioni a cui è iscritta, donazioni di opere che ha effettuato a scopo benefico, pubblicazioni in cui è comparsa...e così via.

In altre sezioni del sito scopriamo che tiene corsi di pittura presso associazioni e musei, crea gioielli in porcellana che sono reclamizzati alla TV e che le sue opere sono entrate a far parte di prestigiose collezioni private, non ultima quella della famosa scrittrice di thriller Mary Higgins Clark.
Insomma la Sig.ra Cordell sarà pure una modesta artista ma è una grande pierre! ;-)

Ecco perchè vi segnalo il suo sito: ricevo spesso via e-mail richieste di consigli su come riuscire a vendere i propri lavori e non so mai cosa rispondere poichè per me dipingere resta una passione fine a se stessa, un'attività che mi diverte, mi rilassa e mi aiuta a staccare dalla routine quotidiana fatta di un lavoro impegnativo (quello che mi da da vivere) e di mille impegni ed incombenze familiari.
Dipingo nei ritagli di tempo e metto tanta cura nella realizzazione di un pezzo che, una volta cotto, non potrei mai privarmene in cambio di semplice denaro! ;-)

Ma se per voi non è così, se vi alletta la possibilità di mettervi in commercio, allora l'esempio di Mary Belle Cordell non può che esservi d'aiuto.
Buona visita!



APPROFONDIMENTI

Il sito di Mary Belle Cordell


© Rossana Radaelli-04.12.11

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Semplicità vincente


Ovvero come ottenere decorazioni gradevoli avendo un budget limitato e senza essere esperti nell'arte ceramica...

Mi è capitato spesso d'incontrare persone che, dichiarandosi affascinate dalla pittura su porcellana, vorrebbero provare ad applicarvisi ma che vi rinunciano preoccupate dai costi di acquisto dell'attrezzatura necessaria e dal timore di non essere abbastanza dotate...la pensate anche voi così?

Allora il sito di Bonnie che vi segnalo oggi vi farà ricredere!
Potrete trovarvi infatti delle decorazioni semplicissime da realizzare ma molto piacevoli a vedersi, come ad esempio questa:



Sono state tutte ottenute con i pennarelli per porcellana che fanno parte della linea Porcelain 150 dell'azienda francese Pebeo, una serie di prodotti e colori di diverso tipo (medium, colori liquidi, colori in tubetto, etc.) che hanno in comune la caratteristica di poter essere fissati nel forno domestico alla temperatura di 150 gradi (ecco spiegato il loro nome!)
Sono facilmente reperibili in colorificio, sono disponibili in diverse tinte e costano pochi euro così da permettere a chiunque, anche ai bambini, di provare a cimentarsi con un supporto di decorazione particolare come la porcellana senza spendere un capitale per attrezzarsi e senza doversi impegnare nel lungo apprendistato che la pittura tradizionale richiede.

E per coloro che invece hanno già una certa pratica di decorazione ceramica?
Credo allora che non avranno nessuna difficoltà ad intepretare a pennino o anche a pennello questi semplici ghirigori, divertendosi a realizzare qualcosa di diverso dai classici decori ai quali sono abituati.




APPROFONDIMENTI

Ghirigori sul vasellame


© Rossana Radaelli-20.11.11

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Piatti decorativi


Una rassegna di piatti di stili e forme diverse per offrire nuove idee a chi è in cerca d'ispirazione

Tutte le aziende produttrici di manufatti in porcellana hanno a catalogo piatti decorativi, fatti non per essere usati ma per essere solo guardati, non hanno uno scopo pratico se non quello di essere appesi al muro per abbellire le pareti domestiche.
Sicuramente tutti noi ne abbiamo in casa qualcuno!

In questo libro di Jim e Susan Harran sono raccolti centinaia di esempi di tali piatti, suddivisi per area geografica, con soggetti che spaziano dal ritratto al paesaggio, dai fiori agli uccelli, dagli animali selvatici ai frutti: una rassegna composta da oltre un migliaio di fotografie a colori!

Cenni storici sull'arte ceramica e una rigorosa catalogazione e definizione dei marchi accompagnano le illustrazioni, rendendo il volume appetibile non solo per gli appassionati ma anche per i collezionisti alla ricerca d' informazioni.

Se siete a corto d'ispirazione e sentite il bisogno di qualche nuovo stimolo visivo, questo libro fa al caso vostro: impossibile infatti resistere alla tentazione di prendere in mano pennelli e colori per riprodurre almeno qualcuno di questi piatti!



APPROFONDIMENTI

Decorative plates


© Rossana Radaelli-30.10.11

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Cuocere ad arte


Infornare a 180 gradi per 30 minuti...quante volte l'abbiamo letto nelle ricette di cucina?

Possono cambiare, naturalmente, i dati di temperatura e tempo ma le istruzioni degli chef si concludono quasi tutte così.
Chi ha provato a metterle in pratica, però, sa bene quanto poco attendibili siano questi valori: il più delle volte è la nostra personale esperienza con i nostri personali elettrodomestici che ci fa levare il manicaretto dal forno al momento giusto, non prima che sia completamente cotto ma sicuramente prima che si bruci!

Con il forno da ceramista avviene più o meno la stessa cosa....con lo svantaggio che in questo caso di solito non possiamo guardare all'interno del forno durante la cottura e non possiamo fare la prova dello stuzzicadente! ;-)


La conclusione alla quale intendevo arrivare con questo preambolo è che, nonostante esistano delle tabelle che riportano le temperature ottimali ed i tempi di cottura a terzo fuoco, non bisognerebbe prenderle troppo alla lettera perchè ogni forno per ceramica è un caso a sè, proprio come il forno della nostra cucina, e ci sono tutta una serie di situazioni che ne possono influenzare e condizionare le prestazioni.

Il risultato della cottura sarà perciò assoggettato a fattori quali:
-La marca ed il modello del forno
-Il tipo di alimentazione
-L'ambiente nel quale è collocato
-La capienza ed il carico di cottura
-La temperatura impostata e la sua velocità di salita

Sono tutti elementi da considerare prima di accingersi a cuocere in proprio i nostri pezzi e li approfondiremo sicuramente in un prossimo intervento. ;-)



© Rossana Radaelli-20.05.07

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Dipingi che ti passa


E' così che si chiama il sito di Raffaella Dinale, una decoratrice romana che apre le porte della sua casa a chi voglia apprendere le tecniche di pittura su porcellana e ceramica

Un sito dall'aspetto un po' naif, apparentemente fatto in casa, che ben si adatta a fare da contenitore alle attività e alle opere di Raffaella Dinale, un'artista dallo stile schietto e semplice come semplice e spontanea sembra essere lei stessa. Basta infatti leggere la sua presentazione per accorgersene: Raffaella descrive la sua attività di decoratrice ed insegnante di pittura senza enfasi e senza vanterie, elencando sobriamente le cose che ha fatto o sta facendo e conclude con una nota nella quale afferma onestamente che i suoi lavori non sono frutto di ideazione personale ma sono ispirati alle opere di altri pittori, in particolare di Marjolein Bastin, un'acquarellista olandese...in un ambiente come quello di Internet, dove il plagio è il pane quotidiano per frotte di sedicenti "artisti" emergenti, una simile lealtà è degna di menzione!

I corsi di Raffaella Dinale sono rivolti a tutti ma, scorrendo la rassegna fotografica all'interno del sito, ci si accorge con piacere che sono soprattutto i bambini in età scolare a popolare le sue lezioni, segno che finalmente i nuovi medium atossici entrati in commercio hanno contribuito a vincere la diffidenza verso una forma di artigianato artistico ritenuto non scevro di pericoli per la salute...e guardateli, questi decoratori in erba, come mostrano orgogliosi le opere appena realizzate! :-)

Lo stile e le tecniche impiegate sono quelli della tradizione classica che prevedono il completamento del decoro attraverso più cotture: anche se ciò apparentemente sembra complicare il lavoro, in realtà è un buon approcio alla pittura su porcellana per chi deve ancora impararne le basi, perchè permette di portare a termine l'opera in più tappe, fissando ogni volta il risultato in modo che un eventuale errore non comprometta ciò che è già stato fatto.

Se non vi bastano le notizie sintetiche che trovate sul sito e vi occorrono altre informazioni sui suoi corsi, contattate direttamente Raffaella via e-mail...e se non abitate nelle vicinanze di Roma questa potrebbe essere l'occasione per godersi una vacanza all'insegna della creatività!




APPROFONDIMENTI

Dipingi che ti passa


© Rossana Radaelli-16.10.11

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Mini-glossario antipanico


L'ultimo articolo pubblicato sui pennelli, che parlava del pelo naturale, ha provocato una certa reazione da parte degli utenti...

Ho ricevuto e-mail di "protesta" alcune sconcertate altre velatamente critiche, che mi rimproveravano per aver dimenticato di citare alcuni tipi di pennello di fondamentale importanza nella pittura su porcellana, come il pennello Kolinsky o quello in pelo di vaio...

In verità non si è trattato di una dimenticanza: purtroppo, come ebbi occasione di dire nel pezzo introduttivo sulla testa del pennello, la terminologia che identifica i tipi di pelo è alquanto confusionaria, servendosi di vocaboli mediati da una lingua ad un'altra e spesso sinonimi tra loro.
Mi riservavo quindi di approfondire il problema in un successivo articolo ma, poichè le vostre richieste sono ancora "calde", vediamo di affrontare subito la questione. ;-)

Prima di tutto, poichè l'avvento di Internet ha allargato a oltreconfine la nostra potenzialità d'acquisto, sarà bene conoscere il significato di alcuni termini che ci capiterà d'incontrare visitando siti stranieri i quali, indipendentemente dal paese che li ospita, sono quasi sempre in inglese.
Eccovi quindi la traduzione delle voci più comuni:
Squirrel = Scoiattolo
Sable = Zibellino
Mongoose = Mangusta
Weasel
= Donnola

Va sottolineato però che donnola è il nome generico che viene dato ai mammiferi del genere mustela, che comprende tra gli altri martora, ermellino, puzzola, furetto, zibellino, visone...

Ad aumentare la confusione si aggiunga poi che, all'interno di ogni gruppo, esistono peli più o meno apprezzati che vengono quindi preferiti e distinti dagli altri: è il caso del pelo Kolinsky che altro non è se non pelo di martora particolarmente pregiato, e del pelo di Vaio, una specie di scoiattolo dal pelo morbidissimo al punto da essere utilizzato anche per i pennelli cosmetici.

Come si può vedere, i tipi di pelo che entrano in gioco nella fabbricazione dei pennelli sono sempre gli stessi...si tratta solo d'interpretare correttamente tutti i loro sinonimi!



© Rossana Radaelli-09.10.11

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Una passione per le rose...


...è ciò che spinge quest'artista malese a reinterpretarle in porcellana, non accontentandosi di dipingerle ma ricreandole in formato tridimensionale

Puan Hajjah Norehan Kassim ha iniziato il suo percorso creativo con la realizzazione di saponi e boquet floreali così non fa meraviglia che, una volta passata alla pittura su porcellana, abbia continuato a sviluppare in questa nuova attività la sua vocazione per i fiori.
Fiori di tutti i tipi e di tutti i colori, con una particolare predilezione per le rose, che sono diventate le protagoniste privilegiate delle sue opere.

Rose dipinte ma anche rose plasmate a mano nella pasta di porcellana e successivamente cotte e colorate: visitare la gallery di Norehan significa entrare in un giardino virtuale fatto di tinte vibranti, forme opulente, dettagli esasperati...l'impatto visivo è così intenso che pare quasi di sentire il profumo di questi fiori!

Dalla cura prestata ai particolari si intuisce anche che l'abilità tecnica dell'artista è frutto di lunga sperimentazione ed esperienza nel settore, non a caso Norehan è membro di prestigiose associazioni internazionali di pittura su porcellana e partecipa attivamente alla promozione di questa forma d'arte atraverso corsi e seminari rivolti non solo agli appassionati che desiderano migliorare la propria competenza ma anche a persone che, più o meno volontariamente, si trovino in condizioni di disoccupazione lavorativa: casalinghe, pensionati, ragazzi che hanno abbandonato la scuola, con lo scopo di aiutarli a ritrovare motivazioni e speranze atraverso l'apprendimento di un'attività che potrebbe diventare per loro una fonte di reddito alternativa.

L'mportante è per Norehan continuare a sperimentare, non abbattersi se il risultato del lavoro non soddisfa ma continuare a provare...è un insegnamento che non è valido solo per i suoi allievi ma per tutti noi! ;-)



APPROFONDIMENTI

Il sito di Puan Hajjah Norehan Kassim


I fiori dipinti


Le rose tridimensionali


© Rossana Radaelli-02.10.11

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Pennelli in pelo naturale


Sono i meno innovativi e i più costosi eppure continuano ad essere i preferiti da parte dei decoratori, in parte per la loro indubbia qualità e in parte per l'abitudine consolidata dall'uso

I pennelli in pelo naturale hanno origine antichissima: sembra addirittura che la loro invenzione sia avvenuta in Cina nel III secolo avanti Cristo! E sebbene abbiano subito nel tempo una prevedibile evoluzione sia nella struttura che nei metodi di fabbricazione, il pelo di cui sono costituiti è rimasto praticamente invariato.

Due sono le principali categorie di pelo naturale impiegate nella produzione dei pennelli da belle arti: il pelo rigido ed il pelo morbido.
Al primo gruppo appartengono peli di varia origine (setole di maiale, setole di cinghiale, crine di cavallo) che però vengono tutti comunemente definiti con il termine generico di setole. Esse, che possono avere colore bianco, grigio o nero sono impiegate per la fabbricazione dei pennelli per bricolage o per la pittura su tela perchè la loro scarsa elasticità non è adatta alle altre tecniche di pittura.



Più nutrito ed eterogeneo è il gruppo dei peli morbidi provenienti dal mantello di vari animali, dai più comuni come il bue e la capra ai più rari come visone e zibellino, senza disdegnare le specie a diffusione intermedia come scoiattolo e martora.
E' superfluo sottolineare che quanto più pregiato è il pelo e tanto più costoso sarà il pennello che ne deriva, piuttosto è opportuno rilevare che il pelo degli animali da pelliccia è anche il più morbido, fine ed elastico così che la qualità del pennello sarà migliore.

I pennelli in pelo di bue, che ha colore bruno, nero o marrone, sono i più economici di questo gruppo e nell'ambito della pittura su porcellana sono impiegati principalmente come accessori, ad esempio per stendere il delacco o per tirare e sfumare il colore nelle tecniche tradizionali.



I pennelli in martora sono ricavati dal pelo della coda dell'animale, dal caratteristico colore bruno dorato e lucido, e rappresentano la scelta per eccellenza nelle tecniche tradizionali di pittura su ceramica perchè sono piuttosto elastici e mantengono la loro forma anche se carichi di colore.



I pennelli in pelo di scoiattolo sono ottenuti anch'essi dal pelo della coda dell'animale che è bruno, lucente e morbidissimo. Nella decorazione ceramica sono utilizzati soprattutto nelle tecniche impressioniste e square shaders che richiedono una maggiore adattabilità del pelo alla pressione esercitata nella pennellata.



I pennelli in pelo di capra sono impiegati principalmente nella realizzazione dei pennelli cosmetici perchè sono molto morbidi e vaporosi. In natura sono di colore bianco-grigio ma vengono tinti di nero durante il processo di fabbricazione perchè il loro colorito originale è giudicato poco gradevole esteticamente. Nella pittura su porcellana trovano collocazione nella produzione dei cosiddetti bombasini, quei pennelli grossi e tondeggianti che servono a tirare il colore nelle tecniche tradizionali:



Come già rilevato in un precedente articolo, esistono oggi pennelli in fibra sintetica che possono sostituire degnamente gli equivalenti in pelo naturale, tuttavia non sono ancora riusciti ad affermarsi nel settore ceramico, notoriamente tradizionalista. Può darsi che la situazione possa cambiare in futuro ma per ora se, siete soliti a fare acquisti in un laboratorio ceramico invece che in colorificio o in cartoleria, troverete lì esclusivamente pennelli in pelo naturale...quindi è meglio che siate preparati in materia! ;-)



© Rossana Radaelli-25.09.11

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Laboratori ceramici


Prendo spunto da un recente quesito di Antonella E. per chiedervi di contribuire ad arricchire le pagine di questa Guida con informazioni utili a tutti noi..

Ricevo spesso via e-mail domande di chiarimenti sugli argomenti trattati negli articoli della Guida o richieste di informazioni in merito a tecniche e materiali per la pittura su porcellana.
Solitamente, grazie all'esperienza maturata in oltre vent'anni di attività, riesco a dare delle risposte sensate...o almeno spero! ;-)

Mi mettono invece in difficoltà quegli utenti che mi chiedono di consigliare loro un laboratorio ceramico vicino a casa dove potersi recare a fare acquisti o portare a cuocere i loro pezzi dipinti.
Il mio imbarazzo nasce da una duplice motivazione: da una parte ho sempre il timore che suggerire un negozio piuttosto che un altro possa far presupporre un qualche mio recondito interesse e dall'altra sono oggettivamente impossibilitata a conoscere l'ubicazione di tutti i laboratori ceramici distribuiti sul territorio nazionale!

Ecco quindi che vi chiedo di venirmi in aiuto: dove portate a cuocere i vostri lavori? Dove acquistate i materiali per dipingere? Siete soddisfatti del servizio che vi viene offerto e lo consigliereste ad altri?

Mandatemi le vostre segnalazioni e le pubblicherò sulle pagine di questa Guida...Internet è una vera miniera d'informazioni e ci si trova di tutto, ma forse quel negozietto vicino a casa gestito da un abile artigiano non ha un sito Web e rischia di restare sconosciuto ai più, anche a quelli che abitano in un altro quartiere della città e che, sapendo della sua esistenza, ne potrebbero diventare clienti!

Un grazie di cuore a tutti quelli che vorranno condividere le loro esperienze con gli altri utenti della Guida di pittura su porcellana!


VUOI SEGNARE UN LABORATORIO O UN NEGOZIO DI TUA FIDUCIA?
Scrivimi!



© Rossana Radaelli-18.09.11

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