Magda-Decori a mano

Cosa può succedere quando un'artista sensibile e preparata decidere di condividere con gli altri la sua esperienza?

Può nascere un laboratorio-scuola dove non si va solo per imparare a dipingere su porcellana ma anche e soprattutto per rapportarsi con un'arte antica che tuttavia ha mantenuto inalterato nel tempo il suo fascino e che qui viene ancora amorevolmente coltivata come il bocciolo di un fiore......quello stesso fiore che sboccia come un emblema sui decori di Magda!

Frequentata da allievi di ogni ordine e condizione, dagli scolari della scuola media inferiore agli studenti degli istituti professionali, dagli ospiti degli agriturismo toscani ai membri di varie associazioni artistiche, la scuola è sede d'insegnamento e d'aggregazione al tempo stesso, un punto d'incontro per persone diverse accomunate dall'identico entusiasmo per la decorazione a terzo fuoco.


Gli insegnanti provengono tutti dai centri di formazione professionale della Regione Toscana e si ispirano alla tradizione classica delle manifatture locali, prima fra tutte la Richard-Ginori, il cui passato glorioso è illustrato in un'apposita sezione del sito, dove potrete trovare informazioni dettagliate e foto d'epoca che raccontano attraverso le immagini le fasi di lavorazione e decorazione delle porcellane di Doccia.


Ampio spazio è dedicato anche alla storia della porcellana nel mondo, con una raccolta d'immagini e notizie provenienti da più fonti bibliografiche, che consiglio di consultare a tutti gli appassionati del settore perchè alcuni dei volumi qui citati non sono più reperibili in commercio.


I corsi sono rivolti a tutti e hanno come unico vincolo la sede, che è Firenze, per il resto vi è ampia libertà di scelta potendo concordare con Magda durata, frequenza e fascia oraria per adattarle alle proprie esigenze.....un'occasione da non perdere, dunque, per chi abita nei pressi del capoluogo toscano, d'imparare quest'arte antica in un ambiente culturalmente molto valido e professionalmente qualificato.


APPROFONDIMENTI

Magda-Decori a mano


© Rossana Radaelli-10.12.05

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Modellazione: la fase di asciugatura

Anche se, in fondo, si tratta solo di un temporaneo periodo d'attesa, è bene sottolinearne finalità e possibili inconvenienti...

La scultura va lasciata asciugare completamente prima della cottura, tenendo presente che potrebbero essere necessari anche molti giorni.
I fattori che influiscono sulla rapidità del processo sono il volume e lo spessore del pezzo (tanto più sono elevati e tanto più lunghi saranno i tempi richiesti per l'asciugatura) e le condizioni ambientali.


Il posto ideale dove porre il lavoro ad asciugare dovrebbe essere fresco, non troppo ventilato e preferibilmente non soggetto a sbalzi di temperatura: una mensola o il ripiano di un mobile possono andar bene, ricordando che cucina e bagno sono da evitare perchè vapore ed umidità possono influire negativamente sull'esito dell'essicatura.


Non fatevi assolutamente tentare, durante i mesi invernali, dall'idea di porre le sculture ad asciugare sul calorifero perchè il più rapido consolidamento degli strati superficiali della statuina impedirebbe la completa evaporazione dell'umidità dagli strati più profondi, con conseguenze imprevedibili in cottura!


Asciugando, l'impasto cambia colore e tende a schiarirsi e questo può essere un buon modo per verificare l'andamento del processo, però non è un indice sicuro, quindi usiamo molta cautela nel muovere la statuina anche quando ci sembra già asciutta.
Prima di portarla a cuocere cerchiamo poi, se la forma lo consente, di cambiarle posizione in modo da far evaporare l'umidità anche dalle zone d'appoggio, che sono le ultime ad essicarsi.


L'importante, ormai penso d'averlo chiarito, è non lasciarsi condizionare dalla premura di vedere il nostro pezzo finito...la fretta, che è notoriamente avversaria di un lavoro accurato, è particolarmente deleteria in questa fase. Meglio rimandare la cottura di qualche giorno che rischiare di perdere tutto, non vi pare?!


© Rossana Radaelli-12.02.07

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Cotton-fioc fai da te

Perchè acquistare ciò che possiamo produrre in proprio facilmente, con poca spesa e con un risultato che è meglio dell'originale?!

Ho già descritto in un precedente articolo l'utilità dei bastoncini cotonati, che servono soprattutto per la pulizia di aree limitate dell'oggetto in porcellana e ai quali si fa solitamente ricorso per correggere errori come sbavature o macchioline di colore.

Ne esistono in commercio vari tipi ma...perchè comperarli se possiamo fabbricarceli da soli con degli stuzzicadenti e qualche batuffolo d'ovatta?

Come fare: 1) Prendiamo uno stuzzicadenti e appoggiamone la punta sul batuffolo d'ovatta 2) Strisciamo la punta dello stuzzicadente sulla superficie dell'ovatta in modo da strapparne qualche filamento 3) Arrotoliamo i filamenti d'ovatta sullo stuzzicadente per compattarli 4) Bagniamo la punta cotonata nel solvente e strizziamola bene con le dita......ecco pronto il nostro utensile netta-macchie!

Il grosso vantaggio di questi bastoncini nei confronti di quelli in commercio è la possibilità di produrli di dimensioni diverse per adattarli alle nostre esigenze:

Bastoncini ovattati

© Rossana Radaelli-16.06.06

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Modelliamo la porcellana

Questa è la vera e propria fase creativa di tutto il procedimento, quella che vede la trasformazione, ad opera delle nostre mani, di un informe massa argillosa in un oggetto ben definito

Questa tappa iniziale è sicuramente la più gratificante ma anche quella più delicata ai fini della riuscita del lavoro perchè, come già detto, è indispensabile attenersi ad alcune norme di tipo strutturale dettate dalla necessità di cuocere il pezzo.

La prima e più importante regola da osservare è quella di formare la statuina mediante l'unione di pezzi piccoli e, se possibile, di spessore sottile perchè gli ammassi pieni e corposi tendono a rompersi in cottura.

Questo non significa affatto che dovremo limitarci a creare oggetti piatti e di ridotte dimensioni ma solo che, nel caso di sculture più grandi, dovremo fare in modo di assottigliarle scavando dall'interno le parti piene e facendo in modo d'incrementare i volumi mediante la sovrapposizione di strati sottili.

E' sconsigliabile invece ricorrere all'uso di anime in filo metallico o impalcature d'altro tipo, anche se provvisorie, perchè potrebbero contrastare la riduzione di volume che avviene durante la fase d'asciugatura causando la rottura della statuina.

Il secondo punto critico della modellazione è legato all'assemblaggio dei pezzi che, se fatto nel modo sbagliato, non tiene durante l'asciugatura e costringe a dei ritocchi che hanno spesso esito incerto!

Per legare insieme le varie parti della scultura in esecuzione ci serve la famosa barbottina, della quale abbiamo già parlato in un articolo precedente e al quale vi rimando per le istruzioni sulla sua preparazione, qui vediamo invece come utilizzarla al meglio. Possiamo tenere la barbottina sul piano di lavoro, nello stesso recipiente entro il quale l'abbiamo preparata: dovrebbe avere consistenza semiliquida, più o meno la stessa di una colla vinilica usata pura, perchè se fosse troppo acquosa non avrebbe sufficiente effetto di coesione ma se fosse troppo densa creerebbe spessore.

Potremo utilizzare la barbottina per attaccare insieme le porzioni della statuina in allestimento proprio come se si trattasse di una colla liquida e, per farlo, ci serviremo di un pennello a setole morbide, magari uno di quelli che abbiamo usato per la decorazione e che si è sciupato con il tempo.

Intingiamo il pennello nella barbottina e spennelliamo un po' di composto sul punto della statuina dove dobbiamo aggiungere il nuovo pezzo e, dopo averlo collocato al suo posto, spennelliamone ancora un poco nella zona di giunzione. Una volta terminata la scultura potremo procedere ad un ulteriore pennellatura di barbottina nei punti di contatto tra i vari pezzi, quindi lasceremo asciugare.

© Rossana Radaelli-01.02.07

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Karla, l'artista itinerante

L'americana Karla Humphrey Pendleton è un esempio, più unico che raro, di decoratrice-girovaga che lavora on the road...

L'immaginario collettivo associa la figura dell'artista viaggiante agli eclettici personaggi del circo che si spostano di paese in paese sui loro carrozzoni...chissà se era questa l'idea che aveva in mente Karla quando ha deciso di caricare pennelli e bagagli su una roulotte per andare a tenere i suo corsi in giro per gli Stati Uniti?!


Fatto sta che sul suo sito, tra le informazioni commerciali, troviamo esattamente specificati anche i requisiti che deve avere la piazzola di parcheggio della sua motorhome completa di traino...e guai a sgarrare perchè se non riuscirà ad accamparsi nel modo più consono si farà risarcire dagli organizzatori del seminario le spese di alloggio in albergo!


A parte questa piccola curiosità, anche la Pendleton ricalca il clichè tipicamente americano della business-woman che abbiamo visto già rappresentato dalla maggior parte delle artiste sue connazionali, quello della decoratrice professionista che diviene imprenditrice di sè stessa e si autopromuove non solo attraverso le opere ma anche attraverso la commercializzazione di prodotti esclusivi.


Un esempio su tutti quello dell'Art-Aide Mixing and Painting Medium una sorta di medium ritardante che dovrebbe rallentare l'asciugatura del colore e facilitarne la stesura nella tecnica one-fire (cioè la tecnica di esecuzione del decoro in una sola cottura) e che somiglia stranamente all'olio molle... ;-)


Per noi, che siamo alla perenne ricerca di spunti ed idee, le pagine più interessanti sono, come sempre, quelle dedicate alla galleria dei lavori perchè non solo vi troviamo ottimi soggetti da copiare ma anche perchè li possiamo vedere ambientati, nel modo migliore e sul pezzo più idoneo, da una decoratrice di grande esperienza.


Karla Pendleton dipinge e personalizza di tutto: vasi, vassoi, piatti, piastre, scatole, placche per gli interruttori della luce, appendini, bottiglie di profumo, dispenser da bagno, orologi e...persino urne funerarie....0_0 con uno stile ordinato e molto pulito, a mezza via tra il decoro tradizionale e le tecniche impressioniste, cosa che ci facilita il compito se intendiamo usare le sue opere come modelli da copiare.


APPROFONDIMENTI

La Homepage del sito

La galleria delle opere

© Rossana Radaelli-28.10.06

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Non c'è solo il terzo fuoco!

I colori per ceramica a freddo e quelli che si fissano nel forno di casa rappresentano delle possibili alternative alla decorazione tradizionale...

...purchè si tenga conto che la loro resa è ben diversa e non ci si aspetti di ottenere lo stesso risultato dei colori in polvere da terzo fuoco, i quali, a seguito della cottura ad alte temperature, reagiscono chimicamente e fisicamente con la cristallina che riveste la ceramica, divenendo tuttuno con essa.


I colori per ceramica a freddo somigliano molto agli acrilici usati per dipingere molti altri materiali, con in più la prerogativa di essere concepiti per "aggrapparsi" meglio alla superficie liscia e scivolosa del nostro particolarissimo supporto.
Il decoro ottenuto è molto delicato perchè si graffia facilmente, quindi va riservato ai soprammobili o comunque a quegli oggetti che non devono subire troppi maneggiamenti.


I colori da fissare nel forno domestico sono più resistenti: dopo la cottura a 160-170° sono garantiti persino al lavaggio in lavastoviglie però, dato che non sopportano altrettanto bene l'usura meccanica e chimica, è sconsigliabile usarli per la decorazione di stoviglie da tavola.


Entrambi i due tipi di colori si presentano solitamente in forma liquida, già pronti all'uso, e in molte tinte di base che possono essere tranquillamente miscelate fra loro ed allungate con acqua o con un medium specifico, a seconda che il prodotto sia o meno idrosolubile.
La disponibilità in commercio è piuttosto ampia: oltre alle marche più famose, che trovate nei link correlati, ne esistono sicuramente altre e la scelta dipenderà dai gusti personali e dalla comodità più che dalla qualità intrinseca del prodotto.


Se non avete ancora incominciato a dipingere su porcellana ma ne siete affascinati, i colori di questo tipo potrebbero essere un modo per testare la materia con un investimento abbastanza contenuto...in caso contrario forse è meglio che lasciate perdere perchè potreste restare abbastanza delusi!


© Rossana Radaelli-06.07.06

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Tutto pronto? Cominciamo!

Ci siamo procurati i materiali e gli attrezzi e adesso non ci resta che iniziare a modellare...

La lavorazione della porcellana è un'attività che può dare grandi soddisfazioni, tuttavia bisogna essere consapevoli del fatto che non basta saper creare oggetti di gradevole aspetto ma occorre che tali oggetti abbiano determinate caratteristiche strutturali per poter superare indenni la prova del fuoco, ovvero le due cotture a temperatura elevata che trasformano l'impasto manipolato in una vera statuetta in porcellana.


La realizzazione della scultura avviene attraverso cinque fasi:

1) Modellazione
E' naturalmente la tappa principale, attraverso la quale si realizza la scultura manipolando la pasta di porcellana.

2) Asciugatura
La fase attraverso la quale si attende l'evaporazione dell'umidità e la conseguente solidificazione dell'impasto.

3) Prima cottura
E' quella che trasforma la pasta di porcellana nel cosiddetto biscotto porcellanoso.

4) Smaltatura
Consiste nell'immersione del biscotto in un bagno di cristallina liquida.

5) Seconda cottura
Serve alla vetrificazione della superficie della statuina a seguito della fusione della cristallina applicata in precedenza.


A queste cinque tappe va poi eventualmente aggiunta un'ulteriore terza cottura, il famoso terzo fuoco, se decideremo di colorare il manufatto prodotto.


Nei prossimi interventi prenderemo in esame le varie tappe cercando di indagarne gli aspetti più "tecnici", quelli cioè che potrebbero costituire un ostacolo per chi non si è mai cimentato in questa attività.
Per il resto invece, per le fonti d'ispirazione e per i modelli da copiare, faccio conto sulla vostra fantasia.....e su qualche sito trovato in Rete! ;-)


APPROFONDIMENTI

Semplici, per cominciare...

Sembrano fatti con i timbri!

Ancora ciondoli...

© Rossana Radaelli-22.01.07

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Porcelain and Pottery Shoes

E' indirizzato ai collezionisti e agli amanti dei piccoli oggetti sfiziosi, ma è un libro che può piacere a tutti coloro che sono attratti dalle curiosità

La moda di collezionare le scarpette in porcellana, sembra abbia preso il via nel XIX secolo, durante il lungo regno della regina Vittoria che impose ad un'intera epoca la sua mentalità puritana e bacchettona.


In aperto contrasto con l'apparente morigeratezza dei costumi, e forse proprio in reazione ad essi, il periodo vittoriano ha visto la nascita di molte di quelle frivolities che, in tempi successivi, hanno fatto la fortuna di rigattieri prima ed antiquari poi.


Il libro di Anne Everest Wojtkowski che vi propongo raccoglie, accuratamente classificati per tipo, anno di produzione, marchio e decoratore, più di 1200 pezzi provenienti dalle manifatture inglesi, francesi e tedesche del XIX e XX secolo.


Oltre all'approfondimento tecnico sulle caratteristiche di fabbricazione, sono affrontate le tematiche care ai collezionisti: come riuscire a datare un pezzo, come riconoscerne il marchio, come individuare le contraffazioni...


Un libro che tratta, è vero, un settore molto ristretto della produzione ceramica ma lo fa in modo molto dettagliato ed esauriente, cosa che, unitamente alla ricchezza delle illustrazioni, giustifica il prezzo non proprio contenuto (quasi 50 euro!) di questo bel volume.


APPROFONDIMENTI

Sul sito ufficiale dell'Editore

© Rossana Radaelli-08.10.06

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Bastoncini cotonati

Sono utili come strumenti di pulizia veloce, in caso di macchie isolate di colore e, considerato che si possono fabbricare in proprio, è sempre meglio esserne provvisti!

Per rimediare ad eventuali sbavature di colore si può ricorrere ad un pennellino inumidito con il medium però, se la macchia da togliere è abbastanza estesa, si rischia di peggiorare la situazione.
Ecco allora che ci vengono in aiuto i bastoncini cotonati.


Quando si usa questo termine solitamente ci si riferisce ai comuni cotton-fioc, reperibili in tutti i grandi magazzini ed impiegati come accessori dell'igiene personale. In realtà questi strumenti non sono molto adatti al nostro scopo perchè la loro punta rotondeggiante non permette di lavorare sui dettagli:


Cotton-fioc comune


Esistono in commercio anche dei cotton-fioc di forma particolare, usati soprattutto come accessori cosmetici in sostituzione delle spugnette per ombretto.
In questo caso la forma può andar bene, ma tenete presente che essi sono più costosi dei normali cotton-fioc:


Cotton-fioc per cosmesi


Meglio allora ricorrere al fai da te: bastano qualche stuzzicadente ed un po' d'ovatta per sopperire a qualsiasi esigenza di pulizia:


Bastoncino cotonato fatto in casa



© Rossana Radaelli-15.06.06

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