L'arte d'imballare

A che serve saper dipingere con maestria se basta una ditata per rovinarci il lavoro?!

Molti fra noi non possiedono un forno proprio, vuoi perchè non hanno uno spazio adatto dove collocarlo, vuoi perchè sono ancora agli esordi e non si sentono pronti ad affrontare le problematiche della cottura, vuoi perchè dipingono saltuariamente e non ne ritengono opportuno l'acquisto.....i motivi possono essere svariati e sarebbe arduo riuscire ad elencarli tutti...

Fatto sta che può presentarsi a tanti la necessità di doversi rivolgere ad un laboratorio o ad un colorificio per la cottura dei pezzi e, senza contare tutti gli altri teorici inconvenienti che questa scelta potrebbe comportare, il primo ostacolo che ci si trova ad affrontare è quello di far arrivare indenne il nostro lavoro all'appuntamento con il forno!

Per coloro che dipingono con le tecniche tradizionali il problema è trascurabile, basta infatti lasciar asciugare bene il decoro e maneggiarlo con delicatezza per evitare guai.

Meno facile la vita per chi pratica le tecniche ad asciugatura lenta o addirittura per chi usa medium che mantengono sempre umido il colore! In questi casi, infatti, è sufficiente toccare inavvertitamente la superficie dell'oggetto dipinto per causare un danno che, anche se viene subito notato, non è sempre facile da rimediare.

Da qui l'importanza di servirsi di mezzi adeguati per il trasporto del pezzo decorato sino al luogo della cottura!

Sui cataloghi delle aziende specializzate in prodotti ed accessori per il terzo fuoco, mi è capitato, a volte, di vedere illustrati appositi contenitori per piatti, dotati di fasce elastiche per la chiusura 0_0 che dovrebbero garantire un imballaggio stabile e privo di rischi.....francamente però non saprei dire se mantengono quel che promettono, visto che non ho mai avuto occasione di sperimentarli personalmente.

Posso solo dire che il loro costo mi sembra ingiustificato e che credo esistano soluzioni fai-da-te altrettanto valide ai fini del risultato...quali? Le prenderemo in esame in un prossimo intervento perchè anche imballare può essere un'arte e merita una trattazione approfondita! ;-)

© Rossana Radaelli-26.01.07

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Decorare con gli angeli

Un libro di illustrazioni che ha per protagonista uno dei temi più cari alla pittura tradizionale

Angioletti, cherubini, putti, cupidi...sono chiamati in modi diversi a seconda delle occasioni e del contesto ma la loro fisionomia è sempre la stessa: sono gli angeli-bambini che decorano le volte delle chiese, svolazzano sui soffitti dei palazzi rinascimentali, fanno capolino, alle spalle dei santi, nelle tele dei pittori tardo-quattrocenteschi...


Chi non conosce i famosi cherubini di Raffaello? Sono stati ripresi su poster, calendari, scatole di biscotti e persino sui tappetini del mouse!
Naturalmente c'è anche chi li ha riprodotti sulla porcellana, facendo sfoggio di abilità e pazienza, visto che il ritratto è una tecnica che richiede una certa esperienza e numerose cotture!


Se il tema degli angioletti vi piace ma non vi sentite ancora pronti per dipingerli a pennello, tono su tono, questo Cupids, Cherubs and Nymphs di Marty Noble vi può venire in aiuto.
Si tratta infatti di un libro di disegni al tratto che ritraggono i cherubini in varie pose: sospesi in aria, riuniti in gruppi a reggere corone floreali, impegnati a suonare strumenti musicali, a distribuire frutti, fiori, conchiglie...


In tutto 125 illustrazioni in bianco e nero che potrete ricalcare a pennino, con delineo bruno chiaro o caramello, e successivamente colorare a pennello, tirando bene il colore o tamponando per rendere più uniforme il morbido incarnato degli angioletti.


Il volume è della casa editrice americana Dover Publications e potrete scegliere se acquistarlo in dollari, sul sito ufficiale, oppure in euro su uno dei siti che lo distribuiscono in Italia: qui sotto vi metto il link a quello più economico che ho trovato. ;-)


APPROFONDIMENTI

Sul sito della Casa Editrice...

...e su quello di un rivenditore italiano


© Rossana Radaelli-10.09.07

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Le ceramiche...con gli zoccoli


Bianche e blu, con disegni floreali: sono le maioliche di Delft, tipico prodotto di artigianato olandese

Delft è una cittadina a circa 60 km da Amsterdam dove si produce, con un procedimento praticamente invariato da 400 anni, una particolare ceramica caratterizzata da una smaltatura ricca di stagno e da un decoro monocromatico basato sui toni del blu.


Chiunque visiti l'Olanda difficilmente riesce a resistere alla tentazione di portarsi a casa, insieme a qualche forma di formaggio Gouda e a qualche paio di zoccoli di legno, i caratteristici souvenirs bianchi e blu!


Per chi non ha tempo o voglia di visitare il paese dei tulipani, ecco un elenco di siti dove si respira la stessa atmosfera che c'è nei laboratori dei maiolicari di Delft: ne possiamo approfittare per fare incetta di idee perchè questi motivi semplici e monotonali ben si prestano alle nostre sperimentazioni!


I più classici dei souvenirs


Il tempo...è prezioso!


Non solo bianco e blu!


La porcellana da indossare


Un'arma inoffensiva


Per la casa della bambola


I cuori dipinti a mano


Ritratto d'artista


Dove c'è il formaggio...


Per accontentare Cenerentola...


Persino la calamita!


E finalmente gli zoccoletti!



© Rossana Radaelli-01.11.06

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Paginetta d'artista

Un sito ridotto ai minimi termini per l'artista svedese Else-Gun Glantz...

Una pagina con la gallery delle opere, poche righe di presentazione, l'indirizzo e-mail, il contatore delle visite e...basta: il sito di Else-Gun Glantz è tutto qui!


D'istinto si scorre la pagina alla ricerca del menù di accesso alle altre sezioni...poi si realizza che non esiste nessun menù e che non ci sono altre sezioni (per il momento almeno!) e gli unici elementi linkati sono le miniature delle opere che, cliccandovi sopra, fanno aprire la pagina che contiene l'immagine nelle dimensioni originali.


Una volta superato lo sconcerto iniziale, ci si accorge comunque che i lavori sono gradevoli, le tecniche varie, le foto ben fatte e...che la Svezia ha qualcos'altro da offrirci oltre i fiordi e i mobili dell'Ikea. :-)


Nonostante il minimalismo del sito, dunque, si possono trovare anche qui buoni spunti per i nostri decori!


APPROFONDIMENTI

La Porcelain Gallery di Else-Gun Glantz


© Rossana Radaelli-29.05.08

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L'insolita tazzina

Il comune vasellame domestico può essere rivisitato in modo insolito e diventare oggetto di design

Per quanto possano essere originale la forma o stravaganti colore e decoro, una tazzina resta sempre una tazzina....o almeno è così che siamo abituati a credere e ci sembra improbabile che la si possa utilizzare per funzioni diverse da quelle di semplice contenitore per alimenti.

Eppure c'è chi è riuscito a reinterpretare in maniera davvero bizzarra questo comune oggetto domestico! Che ne dite, ad esempio dell'abat-jour e del lampadario illustrati qui sotto?

Tazza abat-jour e vasellame lampadario

E questa tazza traforata da ricamare a punto croce, come vi pare?

Tazza da ricamo

Non originale come le idee precedenti ma sicuramente più utile è la tazza da caffè con il cucchiaio incorporato ad incastro nel piattino:

Tazzina con cucchiaio incorporato nel piatto

Trovate tutti questi oggetti (e molti altri parimenti inusuali) nel sito della rivista di design DeZeen, in un articolo dedicato alla mostra Fragiles, tenutasi qualche anno fa a Miami.


© Rossana Radaelli-18.06.08

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Deruta: città o manifattura?

Le maioliche di Deruta sono tanto famose che il nome della città viene spesso usato come se fosse un marchio di fabbrica!

Come avviene per altre località che hanno legato il loro nome alla storia dell'arte ceramica - si pensi a Capodimonte o a Meissen- anche Deruta è nota soprattutto per la produzione delle sue tradizionali maioliche, come se la città umbra, situata una ventina di chilometri a sud di Perugia, fosse una grande e unica fabbrica di vasellame!

D'altra parte è pur vero che, nonostante oggi l'industria tessile e la produzione agricola siano fondamentali per l'economia locale, vi fu un tempo, sul finire del tredicesimo secolo, in cui la città riuscì a pagare le tasse impostele dalla Signoria di Perugia offrendo maioliche invece che denaro, segno sicuro della considerazione nella quale erano tenuti i suoi ceramisti!

Considerazione che crebbe con il passare del tempo sino a raggiungere l'apice nel sedicesimo secolo, in piena sintonia con l'impulso offerto dal Rinascimento a tutte le discipline artistiche.

Tipici di quel periodo furono i decori raffaelleschi, così chiamati perchè sembra si siano ispirati ai grotteschi che Raffaello dipinse in una Loggia del Vaticano: si trattava di composizioni fantastiche nelle quali le fattezze umane si mescolavano e si ricomponevano insieme a quelle di piante ed animali.

Ancor oggi questi e gli altri disegni tradizionali, il galletto, l'arabesco, gli intrecci e le ghirlande rappresentano la produzione prevalente dei laboratori ceramici locali, per la gioia dei turisti e degli estimatori del made in Italy

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Se avete in programma un viaggio che vi porti a passare per l'Umbria non fatevi mancare una visita a Deruta...e intanto lustratevi gli occhi con le vetrine virtuali dei ceramisti che trovate negli Approfondimenti! ;-)


APPROFONDIMENTI

G&P ceramiche artistiche

Ceramiche Sberna

Maioliche Fidia

Fabbrica maioliche artistiche Torretti

Ceramiche artistiche Galletti


© Rossana Radaelli-22.07.06

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Restauro casalingo: i casi disperati

Certo, rimediare ai piccoli difetti sembra un'operazione tutto sommato abbordabile...ma che fare se l'oggetto ci è caduto ed è andato in mille pezzi?

Può capitare,dopo tutto: basta una piccola distrazione, magari mentre lo stiamo spolverando, e il vaso che ci piaceva tanto finisce in frantumi sul pavimento...non ci scoraggiamo però: a meno che non si sia proprio polverizzato (ma cosa avete sul pavimento, una macina da mulino?!) c'è ancora la possibilità di salvarlo!

La prima cosa da fare è ovviamente quella di recuperare tutti i pezzi! Al bando l'aspirapolvere e ricorriamo al vecchio sistema di scopa e paletta. Dopo averli spolverati e disposti sul tavolo verifichiamo che i frammenti principali ci siano tutti e proviamo a farli combaciare: se i pezzi corrispondono passiamo alla fase dell'incollaggio (eventuali lacune le potremo successivamente colmare con lo stucco).

Nonostante le colle a base di loctite (tipo Attak, per intenderci) abbiano una una presa immediata e apparentemente ben salda, tendono a cristallizzarsi con il tempo e a perdere d'efficacia. Meglio usare allora la colla vinilica o, soprattutto per la porcellana che è meno porosa, le colle epossidiche che sono anche dette bicomponenti perchè sono vendute in confenzioni che comprendono due tubetti distinti da mescolare solo al momento dell'uso.

E per il decoro rovinato dalla frantumazione cosa possiamo fare? E' qui che può essere finalmente messa in opera la nostra abilità di decoratori! Non potendo ricorrere alle polveri da terzo fuoco, per l'impossibilità di ricuocere un oggetto rotto, dovremo ritoccare il dipinto con colori di altro genere.

So che taluni utilizzano le tempere diluite con il vinavil, per favorirne l'adesione sullla superficie ceramica, ma io mi trovo bene con gli smalti da modellismo perchè sono disponibili in tantissimi colori, sono confezionati in piccoli barattoli che evitano gli sprechi e non richiedono un passaggio finale con il fissativo.

In alternativa penso che, se li avete già in casa, possiate usare anche i colori per ceramica a freddo oppure anche i colori acrilici, purchè non siano del tipo opaco in quanto potrebbero stonare sulla superficie lucida della porcellana.

© Rossana Radaelli-17.09.06

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Il libro dei patterns

Ceramic Painter's Pattern Book: tante pagine di disegni da copiare per chi dipinge con le tecniche tradizionali

L'inglese è una lingua relativamente povera di vocaboli e capita spesso che la stessa parola venga utilizzata con un significato diverso che si può dedurre solo dal contesto della frase. E' il caso anche del termine pattern, che nella sua accezione più ampia indica campione, modello, esempio e viene infatti usato per indicare i ritagli che compongono un campionario di stoffe piuttosto che i motivi piastrellabili che costituiscono i riempimenti di un software di grafica...

In ambito pittorico invece con pattern s'intende il disegno di partenza che fa da base al lavoro e che serve come traccia per il dipinto ma che ad opera finita sarà completamente coperto dalle pennellate. Ed è appunto ciò che troverete in questo libro di Rachel Byass: oltre 80 pagine di disegni al tratto che possono essere copiati sulla carta da lucido e riportati sulla porcellana.

Nella parte introduttiva del volume, che è dedicata alle spiegazioni tecniche, vengono mostrati alcuni esempi di pezzi realizzati con il metodo della pittura sottosmalto ma questi modelli si adattano altrettanto bene alla decorazione a terzo fuoco con le tecniche pittoriche tradizionali.

I patterns più dettagliati, difficili da riprodurre a pennello se non si è molto esperti, sono invece l'ideale per le lavorazioni a pennino perchè i disegni, essenziali e puliti, si prestano ottimamente al ricalco.

I soggetti trattati sono molto vari: si va dai modelli floreali che, com'è logico aspettarsi, sono i più rappresentati, alle cineserie, dai disegni liberty ai temi natalizi, dai personaggi fantasy agli arabeschi esotici.

In definitiva una buona risorsa di modelli che piacerà a chi è alla ricerca di spunti da rielaborare ma che potrebbe deludere chi preferisce i classici libri di pittura step-by-step.

APPROFONDIMENTI

Possiamo acquistare il libro in Italia...

...o fogliarne qualche pagina sul sito americano


© Rossana Radaelli-10.06.07

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L'arte di Jeamin Seung

Parla coreano ma non ha bisogno d'interpreti per essere capita...

Quante volte abbiamo sentito dire che l'espressione artistica è una sorta di linguaggio universale che varca i confini logistici e culturali per ravvicinare i popoli....ebbene il concetto mi si è ripresentato alla mente quando sono capitata -per un fortuito caso!- nel sito di quest'artista coreana.


Solo i titoli delle varie sezioni sono accompagnati dalla relativa traduzione in inglese, tutto il resto è scritto in forma di ideogrammi, molto accattivanti ma impossibili da comprendere per la maggior parte di noi!


Nonostante ciò non ho avuto difficoltà a muovermi tra le varie pagine e, accedendo alla Gallery, mi si è spalancata la porta sul fantastico mondo di Jeamin fatto di grazia, leggerezza ed estrema precisione.


Ho potuto vedere una grande quantità di opere molto ben realizzate, dalle quali traspare il perfetto connubio tra il tradizionale rigore della Scuola di Meissen, alla quale l'artista si ispira, e la serena pacatezza dello spirito orientale.


Non potevo mancare di segnalarvi questo spazio...mi auguro che possiate trovare la visita altrettanto gradevole quanto l'ho trovata io!


APPROFONDIMENTI

Jeaminart


© Rossana Radaelli-22.04.08

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