Una bella sorpresa

Il taccuino Memoriae

Al rientro in ufficio ho trovato, tra la posta arrivata durante le ferie, un omaggio davvero gradito: il taccuino Memoriae della Quo Vadis!

Si tratta di un piccolo quaderno rivestito in ecopelle, chiuso da un elastico in tinta, che mi ricorda molto il Journaling che i viaggiatori dell'800 portavano con sè per annotare gli appunti di viaggio. Loro però non potevano sciegliere tra ben dodici colori diversi della copertina, uno per ogni tema trattato nella collezione: le gioie, i dolori, i figli, i sogni, le ricette, gli amici, i viaggi, i vini, gli amori, i fine settimana, gli eventi culturali, le escursioni:

 

La collezione completa dei taccuini Memoriae

Il mio taccuino è quello dei sogni (per quelli che faccio ad occhi aperti, i più ricchi di particolari!): ha la copertina azzurra e, come tutti gli altri della serie, le pagine interne color paglierino sono divise in due sezioni, una per le annotazioni e l'altra, provvista di linguette, per indirizzi e numeri di telefono o per tutto ciò che vogliamo indicizzare a parte, grazie anche alle piccole etichette adesive personalizzabili.

Come ho fatto per riceverlo? Girando per il Web mi sono imbattuta nel sito della Quo Vadis, ho cliccato su La cartoleria ed ho scoperto questa allettante iniziativa:

http://quovadis.eu/it/papeterie/detail.asp?arId=443

Ho scritto un'e-mail al servizio consumatori e dopo qualche giorno sono stata contattata dalla Sig.ra Alessandra La Rocca, della Quo Vadis Italia, che mi ha chiesto quale, tra i dodici modelli di taccuino, preferivo ricevere....ed eccolo qui, il mio bel taccuino azzurro!

Ora tocca a voi provarlo! La Quo Vadis non vi chiede nulla in cambio: se vi garba potete diffondere la notizia tra gli altri internauti, come sto facendo io ora, oppure lasciare un messaggio sulla community online degli utilizzatori.

Non so se è per deformazione professionale o per un deficit cronico di memoria (probabilmente per entrambe le ragioni) ma porto sempre con me un quaderno per raccogliere al volo pensieri, idee, indirizzi, ricette, schizzi....questo taccuino però farà ben altra figura in borsetta! Mi viene voglia di collezionarli tutti quanti, sono venduti anche in cofanetto regalo da 12 pezzi...hai visto mai che per Natale qualcuno provveda a regalarmelo....?! ;-)

I taccuini in cofanetto regalo

APPROFONDIMENTI

Il sito della Quo Vadis

La community online

© Rossana Radaelli-31.08.09

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Cannuccia e pennini

Cannuccia e pennino

Un tempo erano il corredo indispensabile di ogni scolaro, oggi sono apprezzati solo dai cultori della bella calligrafia e...dai decoratori che non rinunciano al delineo!

Cannuccia e pennini non hanno certo bisogno di presentazioni: anche chi è troppo giovane per averli usati personalmente a scuola, sa bene cosa sono e a cosa servono!

Il fatto che, come strumenti di scrittura, siano stati abbandonati in favore delle più pratiche penne biro, ne rende un po' difficoltosa la reperibilità, così che, mentre un tempo si potevano comperare in qualsiasi cartoleria, oggi è più opportuno rivolgersi ai negozi di Belle Arti o a quelli specializzati in strumenti per calligrafia.


Tale attività sembra essere tornata recentemente in auge e si potrebbe assistere a breve ad un'inversione di tendenza, anche se non sono convinta che questo sia un bene: quando un hobby è di moda è vero che sono più facili da trovare i materiali che servono a praticarlo ma il loro costo aumenta sempre....ci avete fatto caso? :-(


Tanto più che per realizzare il delineo su porcellana non servono cannucce o pennini pregiati, anzi è meglio comprare pennini economici e cambiarli spesso perchè il colore e i diluenti li rovinano facilmente!
Per la forma direi che la migliore è quella con fusto emicilindrico, che permette di raccogliere più agevolmente il delineo e che fa da capiente serbatoio:


Pennini Pennini


Anche per la cannuccia io sceglierei qualcosa di pratico, in plastica, che è più facile da tener pulita, e con impugnatura di dimensioni adatte alle vostre abitudini e.....alle vostre dita!


Cannuccia in plastica:

Cannuccia in plastica

Cannuccia con impugnatura in sughero:

Cannuccia con impugnatura in sughero

Impugnature in legno, belle ma delicate:

Cannucce in legno



© Rossana Radaelli-06.04.06

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A caccia del pelucco...

Candeline per torta

Accidenti a lui, si è appiccicato sul nostro dipinto! Come facciamo a toglierlo senza rovinare il lavoro?

E' vero che se lo lasciamo lì finirà miseramente bruciato durante la cottura del pezzo, ma è molto probabile che al suo posto troveremo un antipatico segno bianco per la mancanza di colore in quel punto. E allora?

Un rimedio c'è: ci serve una candelina a stelo, una di quelle candeline lunghe e sottili chiamate "scintille" che servono per decorare i dolci delle feste, l'avete presente?


Candeline per torta

Basta appoggiarne la punta con delicatezza sul pelucco, sollevare e...voilà: l'intruso rimane attaccato alla cera e il nostro decoro è salvo!

Non avete la candelina a stelo? Non fa niente, potete usare una candelina avanzata dalla torta di compleanno, basta farle la punta con un taglierino, in modo che l'estremità sia molto sottile, ed il gioco è fatto.

Come insegna il proverbio è meglio prevenire che reprimere quindi quando dipingete abbiate l'accortezza di tenere lontano dal lavoro tutto ciò che potrebbe produrre pelucchi con particolare attenzione al vostro abbigliamento: niente golfini di mohair, preferite i tessuti di cotone! Se il maglione per voi è irrinunciabile copritelo con una vecchia camicia di tela, utile anche per evitare di sporcarlo.


© Rossana Radaelli-31.07.05

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Le scatoline di Limoges

Le rose di Sonie Ames

Per custodire messaggi segreti o il primo dentino del bebè...una moda nata nella seconda metà del '700 e divenuta un fenomeno da collezione

Limoges è una cittadina francese situata nel dipartimento della Haute-Vienne, circa 250 Km a sud di Parigi, nei pressi di importanti giacimenti di caolino, la materia prima per la fabbricazione della porcellana.

Deve la sua fortunata ascesa a Jacques Turgot, Ministro delle Finanze di Re Luigi XVI, che nel 1770 le concesse il privilegio di rifornire in esclusiva la Casa Reale di Francia.
Nella produzione della Manifacture Royale si possono annoverare servizi di piatti e vasellame di pregiata fattura che ebbero un notevole successo presso l'aristocrazia dell'epoca, sostituendo ben presto l'uso delle suppellettili in metallo prezioso che in precedenza erano un "must" dei pranzi di rappresentanza.

Nonostante ciò la porcellana di Limoges è maggiormente caratterizzata dalle celeberrime ètuis, le scatoline incernierate dalle più svariate forme e dimensioni, un vero sfoggio di fantasia e creatività nonchè una tentazione inesauribile per i collezionisti.

In origine servivano a custodire piccoli oggetti di valore affettivo: un messaggio dell'innamorato o il primo dente perso dal bimbo; potevano contenere strumenti da ricamo o gioielli, fungere da tabacchiere o portacipria.......insomma non erano altro che contenitori!
Chissà se anche i Tupperware che abbiamo in cucina avranno in futuro un tale successo?! Intanto trattiamoli bene, non si sa mai......



APPROFONDIMENTI

Una scatolina per ogni occasione

Riuscirete a guardarvele tutte?

Collezionisti: occhio al marchio!


© Rossana Radaelli-31.07.05

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The British Porcelain Artist

The british porcelain artist

Un'eccellente rivista d'oltremanica, a cadenza bimestrale, che rappresenta un'inesauribile fonte d'ispirazione per chiunque si diletti di pittura su porcellana


Il titolo della testata non vi tragga in inganno: The British Porcelain Artist non mette in mostra solo la scuola pittorica britannica, che vanta comunque una tradizione di tutto rispetto, ma si avvale del contributo di decoratori sparsi un po' in tutto il mondo.

Le tecniche tradizionali e la square shaders, com'è logico aspettarsi, la fanno da padrone sulle 36 pagine della rivista, però non mancano in ogni numero esempi di metodiche meno convenzionali, soprattutto della tecnica scandinava che, ultimamente, sta incontrando il gusto anche dei ceramisti italiani.

Le parti descrittive sono sintetiche ma esaurienti, mentre viene data maggior evidenza alle fotografie delle opere, sempre accompagnate da ingrandimenti a tutta pagina dei particolari principali del decoro.

Facilitano la copia dei lavori gli schizzi preparatori al tratto, in bianco e nero, in alcuni casi presenti in varie misure, e -vera manna per i principianti che sarà gradita anche dagli esperti più pragmatici- al centro della pubblicazione c'è un inserto di due pagine con i disegni già stampati su lucido da ricalco!

Coloro che hanno maggior dimestichezza con la lingua inglese apprezzeranno poi la rubrica Letters, Hints, etc. dove Celia Shute, decoratrice ed insegnante di fama internazionale, risponde ai quesiti dei lettori ed elargisce utili consigli.

Che altro si può chiedere ad una rivista dedicata alla pittura su porcellana?.....Beh, che non ci costi un occhio della testa, ad esempio! The British Porcelain Artist viene spedita in abbonamento postale in tutto il mondo: il prezzo per l'Italia è di 23 sterline (poco meno di 34 euro) per un anno, circa 5,70 euro a copia...tutto sommato una cifra contenuta per un prodotto d'indubbia qualità come questo!


APPROFONDIMENTI

The British Porcelain Artist

Una copia "storica" in formato pdf

Per abbonarsi.....

Le copertine dei numeri arretrati


© Rossana Radaelli-05.10.05

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Pennelli protagonisti

Pennelli

Il mercato ci offre pennelli di tutti i tipi, di vari materiali, d'innumerevoli misure, di forme diverse...come fare per orientarsi in un ambito così affollato?

Una prima generica classificazione la si può fare distinguendoli in base alle caratteristiche del pelo: forma, qualità e dimensione. Il pennello però non è fatto di solo pelo ed anche gli altri elementi che lo compongono ne possono in varia misura condizionare la resa.


Esistono poi alcuni tipi particolari di pennello che è difficile far rientrare in una descrizione generica (basti pensare al bombasino o allo scroller) senza dimenticare che, anche quei pennelli che alla vista sembrano simili, hanno in realtà campi d'applicazione molto diversi...


Non vi pare opportuno, a questo punto, cercare di conoscere in maniera più approfondita questi insostituibili gregari della nostra avventura pittorica?
Lo faremo insieme attraverso i prossimi post di questa nuova categoria! ;-)


© Rossana Radaelli-03.05.08
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Il piatto degli ospiti

Piatto ricordo

Si sta approssimando una ricorrenza importante che richiamerà accanto a voi parenti ed amici? Ecco una bell'idea per mantenerne il ricordo inalterato nel tempo...

Quale avvenimento vi apprestate a celebrare? Un matrimonio, un battesimo, una comunione, un compleanno, un anniversario, una laurea o una promozione sul lavoro? Quale che sia l'occasione di festa, vi ritroverete circondati da famigliari, amici e conoscenti: sarebbe bello poter conservare traccia della loro partecipazione anche a distanza di tempo...ma come?


Ci ha pensato una società americana che ha messo in vendita su Internet una specie di piatto-guest book che tutti i vostri ospiti potranno firmare con uno speciale pennarello indelebile, lasciandovi così un segno tangibile del loro passaggio. Una bella idea che è anche molto facile da copiare!


Il piatto è un normalissimo piatto in porcellana, le cui dimensioni andranno scelte in relazione al numero dei potenziali firmatari: per una dozzina di persone può bastare un piatto da dessert, ma se gli ospiti sono un centinaio è meglio provvedersi di un largo vassoio! ;-)


Il decoro deve essere piccolo, per lasciar posto alle firme, posizionato al centro o anche ad un angolo se il piatto non è rotondo; inoltre deve richiamare l'evento a cui è legato, quindi accanto al disegno direi che è meglio metterci anche la data.


Dopo aver decorato e fatto cuocere il piatto non vi rimarrà che farlo firmare agli invitati: esistono in commercio degli ottimi markers indelebili che scrivono su tutte le superfici, compresa quella della porcellana, ma l'ideale sarebbe usare i pennarelli che si fissano con la cottura a 160° nel forno domestico perchè offrono maggiori garanzie di durata (pensate che i produttori ne assicurano la resistenza persino in lavastoviglie!)


Nel caso invece che non siate voi i protagonisti della cerimonia, potrete comunque sfruttare questa segnalazione come idea regalo: sono certa che si farà apprezzare per la sua originalità e per l'indubbio valore che hanno tutte le cose fatte a mano.

Ecco il sito dove ho addocchiato l'idea: Celebration signature plates ma se nel motore di ricerca immettete signature plate ne troverete molti altri!


© Rossana Radaelli-04.06.06

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Nuove tecniche

L'evoluzione della specie

E' ormai ora di sfatare la leggenda che vuole la decorazione della porcellana come un'attività antiquata ed incapace di evolversi!

Tutti sanno che la pittura su porcellana affonda le sue radici in un lontano passato e che si serve di tecniche e di strumenti che non sono molto cambiati rispetto a quelli dei primi decoratori.
Ciò induce erroneamente a credere che questa attività non abbia saputo adeguarsi al trascorrere del tempo e che si sia fossilizzata nella ripetizione continua degli stessi metodi e degli stessi gesti...
Chi pratica la decorazione attivamente ed è partecipe della vita di un laboratorio ceramico (anche solo per l'acquisto dei materiali) sa che non è così, perchè può constatare di persona la notevole frequenza con la quale vengono proposti nuovi prodotti finalizzati ad agevolarci il lavoro!


Molte di queste migliorie riguardano la natura intrinseca dei materiali: polveri di colore macinate più finemente, medium più raffinati, pennelli più resistenti ed elastici, tinte già pronte all'uso...sono tutte innovazioni che, se si rivelano conformi alle promesse dei produttori, sono gradite a tutti noi. Non mancherò dunque di segnalarvele nelle categorie Attrezzi e Colori e medium, ogiqualvolta ne verrò a conoscenza.


Tuttavia questi miglioramenti, pur apprezzabili in fase di decorazione, non producono un significativo cambiamento nel risultato finale del lavoro, che si presenterà con le caratteristiche proprie dello stile al quale ci siamo uniformati.


Nel settore dell'arte ceramica si è assistito però, nel corso degli ultimi anni, anche al nascere di nuove tecniche che hanno portato ad una trasformazione del concetto di decorazione come sino ad ora era stato interpretato. Tali metodiche che -è bene sottolinearlo!- non sempre si avvalgono di materiali innovativi, producono risultati insoliti ed affascinanti che notevolmente si discostano da quelli ottenuti con i sistemi tradizionali...
E' proprio a questi effetti speciali che saranno dedicati i prossimi interventi di questa nuova sezione.


© Rossana Radaelli-10.02.07

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Nemo propheta in patria

Come si dice?

Ovvero: paese che vai, termine che trovi. Facile confondersi se non si conosce l'etimologia di una parola!

La varietà dei prodotti ceramici è tale e tanta da far dubitare che siano tutti riconducibili ad un semplice impasto d'argilla; se a ciò si aggiunge che anche i termini di definizione variano da luogo a luogo e sono spesso usati come sinonimi l'uno dell'altro, appare giustificata la confusione che regna sull'argomento persino tra gli stessi decoratori.

Un esempio: lo stesso prodotto che in Italia chiamiamo maiolica sottolineandone la provenienza straniera (da Maiorca, la maggiore delle isole Baleari) all'estero viene indicato con il nome di faience perchè è considerato un prodotto tipico dell'artigianato italiano, che ebbe a Faenza una delle sue sedi più rappresentative.

E allora? Parliamo semplicemente di ceramica e teniamo le distanze solo con la porcellana, che per le sue peculiarità può essere considerato quasi un materiale a parte.


© Rossana Radaelli-23.07.05

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